PMI italiane in difficoltà: sei consigli per prevenire la crisi d’impresa

Tempo di lettura: 11 min

La parola d'ordine è programmazione. Ma non solo. Ecco alcuni suggerimenti da mettere in pratica per evitare che la tua attività finisca in crisi. Consigli che valgono soprattutto in un momento, come quello attuale, in cui la situazione economica pone le imprese italiane di fronte a numerose sfide.

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Imprese italiane sotto stress, cresce il rischio fallimento

Già sfiancate da due anni di pandemia, le piccole e medie imprese italiane devono ora far fronte a numerose nuove sfide. Inflazione che sfiora l’8%, prezzi energetici alle stelle, aumento del costo del denaro, caro bollette: sono questi solo alcuni dei fattori critici che rischiano di mettere a dura prova la sopravvivenza di numerose PMI.

Stando a un recente studio della CGIA Mestre, sono circa 146 mila le imprese italiane concretamente a rischio fallimento. Attività che attualmente danno lavoro a circa 500 mila addetti. Si tratta prevalentemente di imprese artigiane, esercenti/attività commerciali o piccoli imprenditori che sono “scivolate” nell’area dell’insolvenza e, conseguentemente, sono stati segnalati dagli intermediari finanziari alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Di fatto, questa “schedatura” preclude a queste attività di accedere a un nuovo prestito. Per i destinatari di questa misura è come se fossero stati condannati alla “morte civile”.

Ricordiamo, a questo proposito, che chi è schedato presso la Centrale dei Rischi difficilmente può beneficiare di alcun aiuto economico dal sistema bancario, rischiando, molto più degli altri, di chiudere o, peggio ancora, di scivolare tra le braccia degli usurai. Come ricorda l’associazione degli artigiani, gli imprenditori che “finiscono” in questa black list della Banca d’Italia non sempre lo devono a una cattiva gestione finanziaria della propria azienda. Nella maggioranza dei casi, infatti, questa situazione si verifica a seguito dell’impossibilità da parte di molti piccoli imprenditori di riscuotere i pagamenti dei committenti o per essere “caduti” in un fallimento che ha coinvolto proprio questi ultimi.

Premesso che la situazione economica attuale non è certo delle migliori, esistono tuttavia una serie di azioni che come titolare di impresa puoi mettere in atto per prevenire la crisi di impresa. Ne vedremo alcune in questo articolo. Ma prima di entrare nel dettaglio delle azioni da intraprendere, ricordiamo che di recente, dopo una lunga gestazione, è entrato in vigore il nuovo Codice della Crisi della Crisi di Impresa (Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019) , ovvero un insieme di 391 articoli, che rappresenta il nuovo riferimento normativo in materia di procedure concorsuali e crisi da sovraindebitamento.

Codice della crisi d'impresa, il sistema di allerta

Il Codice della Crisi di Impresa, entrato in vigore il 15 luglio 2022, nasce con un doppio intento: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese da una parte; salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dall’altra. Il fallimento, come atto terminale della vita aziendale, così come è inteso fino ad oggi, non è più visto come la condizione normale a cui giungono le imprese decotte. Ma un processo da evitare a tutti i costi grazie a procedure interne all’azienda in grado di evidenziare sin da subito anomalie sul fronte della liquidità.

In questa nuova formulazione acquisiscono rilevanza fondamentale gli strumenti di prevenzione della crisi (allerta interna ed esterna e procedimento di composizione assistita), che rappresentano una sorta di "kit per la diagnosi" di cui tutte le imprese dovranno disporre per mettere sotto osservazione nel breve periodo i flussi di cassa e, in un orizzonte medio-lungo, il business plan. Questo darà all’azienda la possibilità di intervenire per tempo e, nell’ipotesi più rosea, rimettersi in sesto.

All’interno della nuova cornice normativa, il titolare di un’impresa da ora in poi dovrà prima di tutto dotarsi di sistemi informativi per monitorare la situazione economico-finanziaria con l’obiettivo di rilevare prima possibile eventuali segnali di crisi e attivarsi tempestivamente ai primi sintomi di crisi.

Al di là dei nuovi obblighi di legge, esistono tuttavia una serie di buone abitudini che come imprenditore o amministratore di una piccola e media impresa puoi adottare per evitare di far finire le tua attività sulla rotta sbagliata. Vediamo insieme alcune di queste.

Crisi di impresa: le cause principali

Vuoi che la tua impresa sia il più possibile lontana dal rischio di fallimento? La prima cosa da fare è capire i motivi comuni per cui le piccole imprese tendono ad allontanarsi dalla solvibilità e andare in bancarotta. Solo tenendo ben presente quello che non si deve fare, puoi evitare di finire in un corto circuito che può rivelarsi fatale per la sopravvivenza della tua attività.

Alcuni delle ragioni più comuni per cui le aziende finiscono in fallimento includono:

  • Gestione superficiale delle finanze: anche se la tua azienda sta incassando una buona quantità di denaro potresti finire per spendere troppo rapidamente o effettuare investimenti sbagliati;
  • Aumento di nuovo debito per pagare vecchie obbligazioni: quando ci si indebita in vista del pagamento delle rate dei debiti pregressi significa chiaramente che non si è in grado di sostenere l’indebitamento. In generale, un eccessivo indebitamento si verifica quando i debiti aziendali superano il patrimonio;
  • Team inefficiente: gli imprenditori intelligenti sanno che la loro attività risente del successo o meno della loro squadra: assumere le persone sbagliate può portare a seri problemi, incluso il fallimento.
  • Difficoltà di previsione: una cattiva programmazione delle attività può essere causata da un’analisi scarsa delle informazioni interne. Ecco perché è necessario dotarsi di strumenti idonei per effettuare stime attendibili sui principali indicatori economici.

Sei consigli per evitare la crisi di impresa

Una volta individuate alcune possibili cause che portano le aziende in crisi, come evitare di farsi travolgere dai debiti? Quando in un’impresa si verifica una crisi di liquidità, temporanea o prolungata che sia, l’unica soluzione è quella di concentrarsi nella ricerca di nuova liquidità. Questo può richiedere:

  • Rinegoziazione dei contratti: dai un'occhiata ai tuoi debiti. Raccogli tutti i contratti dei fornitori, assegna loro una priorità e quindi inizia a rinegoziare i pagamenti, riducendo gli importi o estendendone i termini. Mentre alcuni potrebbero storcere il naso, altri accetteranno di buon grado un compromesso. Ricorda: i tuoi fornitori di certo non vogliono che tu fallisca. Per questa ragione, è possibile che vengano incontro alle tue richieste;
  • Recupero di eventuali crediti insoluti: contatta i clienti che ti devono dei soldi e passa alla riscossione. Puoi anche chiedere ai clienti il pagamento anticipato di un'attività futura o potresti offrire uno sconto sull'attività dell'anno successivo, se le persone pagano in anticipo.
  • Riduzione dei costi del personale: per quanto doloroso possa essere, è possibile che di fronte a una situazione di carenza di liquidità, tu sia costretto a ridurre il più possibile il personale per risparmiare sui costi fissi;
  • Aumenta la produttività: fai tutto il lavoro possibile con il minor numero di persone. Soprattutto quando la situazione è difficile, è meglio lavorare più ore con un gruppo più piccolo che meno ore con un gruppo più grande.

Queste sono azioni da intraprendere una volta verificata la presenza di tensioni nei flussi di cassa. Talvolta tali accorgimenti possono arrivare in ritardo. Ecco perché la chiave per evitare la crisi di impresa è quella di "prevenire" più che "curare". A questo principio si ispira il nuovo Codice della crisi di impresa ed è lo stesso che dovrebbe essere attuato nella gestione quotidiana di un'attività. Come?

5. Tieni sotto controllo i flussi di cassa. Solo monitorando i principali indicatori di liquidità puoi tenere sotto controllo lo stato di salute della tua azienda. In particolare fai attenzione che i volumi di vendite si traducano in cassa e, quindi, in redditività. Il detto anglosassone “Volume is vanity, profit is sanity, but cash is reality” dovrebbe essere la regola da seguire sempre: inseguire i volumi rischia di far perdere di vista il presidio della qualità della clientela e quindi del credito commerciale;

6. Calcola il punto di pareggio. I costi fissi sono l’ostacolo più importante verso la redditività: non conoscere e non monitorare il valore del proprio break even point rischia di far prendere decisioni errate.

Conclusioni

Come abbiamo visto in questo articolo, la crisi di impresa si previene innanzitutto, con una attività costante di programmazione. Questo, a sua volta, implica un’analisi costante della liquidità e una simulazione degli scenari futuri.

Solo in questo modo, come imprenditore, puoi:

  • mantenere un’esposizione finanziaria equilibrata
  • valutare la sostenibilità dei debiti;
  • migliorare il trend degli indicatori finanziari e il proprio rating;
  • garantire la continuità aziendale

Questo vale sempre ma ancora di più in panorama macroeconomico difficile, come quello attuale: ora come mai occorre evitare a tutti i costi inefficienze interne. Come fare? Inizia, non perdendo mai di vista il cash flow. Un processo più facile in teoria che in pratica, soprattutto se tale monitoraggio implica l’inserimento manuale dei dati come avviene con Excel.

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