Bilancio previsionale: definizione, calcoli e modello Excel da scaricare

Che diventare imprenditori sia ancora un sogno o che esserlo sia già una realtà, non suonerà nuova l’espressione "bilancio previsionale". Definizione, calcolo, voci, costruzione di un modello Excel su 3 anni del bilancio previsionale... Per vederci più chiaro, rivediamo passo dopo passo gli aspetti essenziali da sapere per elaborare un ottimo business plan grazie a un bilancio previsionale fatto come si deve.

In questo articolo:

Che cos’è un bilancio previsionale?

Il bilancio è un’immagine dello stato patrimoniale di un’azienda in un dato momento (in generale, alla chiusura di un esercizio). Nell’elaborazione del business plan, mettere a punto un bilancio previsionale permette di verificare l’equilibrio finanziario del progetto e di osservare l’evoluzione dei risultati su un periodo lungo dalla durata di più anni.

Il bilancio previsionale è costituito di due parti principali: l’attivo e il passivo.

  • Cominciamo con l’attivo. Esso raggruppa ciò che l’azienda possiede. Per non sbagliarsi, sono tutti gli elementi che rispondono alla domanda “la mia azienda come utilizza queste risorse?”. In concreto, vi si ritrovano le immobilizzazioni, i crediti clienti, il magazzino e la cassa. Alcuni di questi elementi non sono abbastanza chiari? Ci torneremo più avanti nell’articolo.
  • Per quanto riguarda invece il passivo, si sarà già capito, si tratta delle somme che rispondono alla domanda “da dove vengono le risorse?”. In concreto, sono il capitale sociale, i debiti finanziari, i debiti coi fornitori, i debiti verso il personale, i debiti fiscali e sociali, gli scoperti bancari.

Esempio di bilancio previsionale da scaricare

Serve un esempio per costruire il bilancio previsionale? Ecco qui un modello Excel scaricabile gratis, non resta che completarlo!

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Per semplificare l’elaborazione del bilancio previsionale, si può scaricare gratis il modello Excel di bilancio previsionale. Include le formule di calcolo per assicurare che il totale del passivo e dell’attivo siano pari. Basta soltanto inserire i valori delle diverse categorie e il resto del lavoro si svolge in automatico!

Il Bilancio previsionale e le tabelle del previsionale finanziario

Il bilancio previsionale è uno degli elementi centrali del previsionale finanziario che serve all’elaborazone del business plan dell’azienda.

Un previsionale finanziario comporta obbligatoriamente 4 principali tabelle finanziarie previsionali:

  • Un conto economico previsionale (ricavi e costi, o P&L, dell’azienda),
  • Un bilancio previsionale (che stima il patrimonio aziendale alla fine di ogni anno),
  • Un piano di finanziamento previsionale (che informa sulle modalità di finanziamento degli investimenti dell’azienda),
  • Un piano di tesoreria previsionale (che indica il livello della tesoreria)

Perché fare un bilancio previsionale?

Ecco le tre ragioni principali per elaborare un bilancio previsionale:

  • Il bilancio previsionale permette di calcolare il capitale circolante, il fabbisogno di capitale circolante e la tesoreria previsionale netta, che sono gli elementi essenziali di un business plan.
  • Il bilancio previsionale permette di rappresentare la situazione patrimoniale dell’azienda in un dato momento.
  • Il bilancio previsionale è in genere più sintetico degli altri tipi di bilancio (contabile o finanziario). Permette dunque di avere una lettura rapida e facile delle cifre-chiave e di anticipare indicatori critici di profittabilità dell’azienda.

Vedremo maggiori dettagli riguardo all’interpretazione più avanti nell’articolo. Per meglio comprendere le sfide in questione, analizziamo per prima cosa la costruzione di un bilancio previsionale.

Come fare un bilancio previsionale?

Per costruire il bilancio previsionale dell’azienda, è necessario distinguere bene l’attivo dal passivo per la contabilizzazione del rispettivo ammontare. Si noti che alla fine il totale dell’attivo dovrebbe essere identico al totale del passivo, il che permetterà di identificare rapidamente gli errori di inserimento dati una volta finito di inserire i valori in questione.

Gli errori da evitare e le buone pratiche da seguire per costruire il bilancio previsionale

Prima di lanciarsi nella costruzione del bilancio previsionale, vale la pena di tenere conto delle nostre raccomandazioni, utili a partire con delle buone basi:

  • Stare attenti che il totale dell’attivo sia uguale al passivo. È un buon modo per identificare rapidamente eventuali errori di inserimento dati.
  • Classificare le categorie in ordine crescente di liquidità. È una convenzione che si rivelerà utile in seguito nell’interpretazione di dati.
  • Per il calcolo dell’IVA, notare che al passivo figurano due righe distinte relative all’IVA. Da una parte l’IVA da pagare e da un’altra parte l’ammontare dell’IVA riscossa in attesa di versamento all’Erario. Attenzione a questa distinzione!

Come contabilizzare l’attivo del bilancio previsionale?

Per ritrovarsi più facilmente, ecco le principali categorie da far figurare nell’attivo del bilancio previsionale (in ordine crescente di liquidità):

Le immobilizzazioni Le immobilizzazioni sono i beni che appartengono all’azienda, destinati a servire durevolmente alla sua attività. Si distinguono immobilizzazioni di tre tipi: immateriali (licenze, brevetti, contratti, marchi, diritto all’affitto, avviamento), materiali (materiali industriali, macchinari/attrezzature, flotta, mobilio, materiali informatici) e finanziari (depositi a garanzia versati, cauzioni, prestiti, azioni, titoli…)

I crediti verso clienti I crediti verso clienti sono le somme di denaro dovute all’azienda dai clienti, relative a fatture emesse ma non incassate. Il loro ammontare dipende dai tempi di saldo medio da parte dei clienti.

Il magazzino Il magazzino si costituisce delle materie prime, dai prodotti in corso di lavorazione, dai prodotti finiti non ancora venduti e dei materiali di consumo.

La cassa La cassa e gli equivalenti di cassa costituiscono la liquidità disponibile dell’azienda.

Come contabilizzare il passivo del bilancio previsionale?

Per un aiuto a orientarsi meglio, ecco le principali categorie che dovrebbero figurare nel passivo del bilancio previsionale:

Il capitale sociale Il capitale sociale sono le somme di denaro apportate al capitale aziendale dai soci, con un risultato contabile corrispondente a un beneficio o a una perdita. Attenzione, se i benefici sono distribuiti sotto forma di dividendi non figureranno nei capitali propri.

I debiti finanziari I debiti finanziari corrispondono ai mutui presi in prestito presso degli istituti di credito e agli apporti in conto corrente. Per finanziare la propria attività, i dirigenti fanno infatti ricorso a diversi mezzi di finanziamento, tra cui l’indebitamento.

I debiti verso fornitori I debiti verso fornitori raggruppano l’acquisto di beni o prestazioni di servizi da fornitori, con tempi di pagamento più o meno lunghi. Da notare che l’utilizzo di dilazioni di pagamento relativamente lunghe è anch’esso considerato come un mezzo di finanziamento.

I debiti fiscali e sociali I debiti fiscali e sociali corrispondono a tutti i debiti dell’azienda connessi all’esecuzione dell’attività, tranne i debiti verso fornitori. In concreto, si tratta dell’IVA dovuta, delle imposte societarie da pagare, di qualsiasi altra imposta (contributi fondiari aziendali, per esempio), dei debiti verso il personale (salari netti da pagare) o dei debiti nei confronti di organismi sociali (INPS, polo impiego, casse di previdenza) e dei debiti verso collaboratori non stipendiati.

Gli scoperti bancari Gli scoperti bancari consentono un finanziamento a breve termine e figurano in bilancio nelle ultime righe del passivo. Ecco una tabella riepilogativa degli elementi che figurano nel passivo del bilancio previsionale:

Come interpretare un bilancio previsionale

Si deve notare in primo luogo che, grazie alla sua costruzione, il bilancio previsionale permette di visualizzare il livello di liquidità delle risorse aziendali.

Più sopra si era detto che il bilancio previsionale permette di calcolare il capitale circolante, il fabbisogno di capitale circolante e la tesoreria netta. Ecco qui i calcoli indispensabili nella realizzazione del previsionale finanziario aziendale.

Il capitale circolante

Il capitale circolante è l’insieme delle risorse disponibili per l’azienda su un periodo molto lungo (medio e lungo termine) fornite dai soci, dagli organismi di finanziamento, dagli investitori o create a seguito dell’attività svolta. Tali risorse sono soprattutto destinate a finanziare gli investimenti in beni durevoli. Per calcolarne il valore, basta eseguire il calcolo che segue:

Capitale circolante = (capitale sociale + capitali in prestito a medio e lungo termine) – attivo immobilizzato

Qui, alcune precisazioni sugli elementi utilizzati in questo calcolo:

  • Il capitale sociale è costituito dagli apporti di capitale effettuati dai soci, le riserve aziendali, i premi di conversione, gli altri capitali propri, gli accantonamenti per rischi e oneri.
  • I prestiti a medio e lungo termine corrispondono essenzialmente ai mutui.
  • L’attivo immobilizzato comprende le immobilizzazioni immateriali, le immobilizzazioni materiali e le immobilizzazioni finanziarie.

Il fabbisogno di capitale circolante

Il fabbisogno di capitale circolante è l’indicatore che permette di misurare lo scarto tra tutto ciò che l’azienda deve pagare e tutto il denaro che deve recuperare grazie alla propria attività.

Qui il calcolo per ottenere il fabbisogno di capitole circolante dell’azienda:

fabbisogno di capitale circolante = (magazzino + crediti clienti + altri crediti) – debiti fornitori, fiscali e sociali

La tesoreria netta

infine, la tesoreria netta può essere dedotta dai due indicatori precedenti:

Tesoreria netta = capitale circolante - fabbisogno di capitale circolante

Un altro calcolo permette ugualmente di valutarla:

Tesoreria netta = disponibilità – debiti finanziari a breve termine

Il segno positivo o negativo della tesoreria netta informa allora rapidamente sullo stato delle risorse disponibili a breve: una tesoreria netta positiva vuol dire che il conto bancario è in positivo e che si possiedono pertanto delle risorse utilizzabili all’istante, una tesoreria netta negativa vuol dire invece che si è fatto ricorso a uno scoperto o a un prestito a breve termine.

Riassumendo, il bilancio previsionale consente di valutare i saldi di bilancio per grandi elementi: il capitale circolante, il fabbisogno di capitale circolante e la tesoreria netta.

I limiti di un bilancio previsionale

Se è pur vero che il bilancio previsionale è un elemento indispensabile del business plan aziendale, si scontra peraltro con alcuni limiti:

  • È meno preciso di altri tipi di bilancio (bilancio contabile o finanziario)
  • È solo un previsionale, può perciò scostarsi dalla realtà. Serve soprattutto a stimare la profittabilità dell’attività, ma eventualmente finirà per evolvere in funzione degli orientamenti impressi ad essa.

Conclusioni

Il bilancio previsionale è un elemento centrale del previsionale finanziario, offre una visione chiara e sintetica di ciò che l’azienda possiede (il passivo) e di come lo utilizza (l’attivo). Basato su più anni (in genere tre), il bilancio previsionale permette di rappresentare la situazione patrimoniale dell’azienda in un dato momento e di osservare l’evoluzione anticipata del fatturato anno su anno. Vale la pena prendersi il tempo necessario per costruire in modo rigoroso il proprio bilancio previsionale prima di lanciare la propria attività: si eviteranno così le brutte sorprese!

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