Come aumentare il tuo patrimonio netto: consigli e strategie


Il patrimonio netto è un elemento fondamentale del bilancio di ogni azienda ed è generalmente noto che un suo aumento è un buon segnale per l'andamento economico aziendale. In questo articolo, vediamo come e quando si può aumentare il patrimonio netto con uno sguardo critico: non solo un'analisi legata al bilancio e agli aspetti tecnici, ma faremo anche un approfondimento di quali potrebbero essere le modalità migliori per aumentare il patrimonio netto e in quale momento storico per l'azienda.
Il patrimonio netto è una voce importantissima del bilancio, iscritta tra le passività dello Stato Patrimoniale e destinata ad avere una doppia tendenza: non viene modificata spesso, cioè può rimanere identica anche per diversi anni. È però una voce che difficilmente resta uguale per tutta la vita dell'azienda.
L'auspicio è che gli affari vadano sufficientemente bene da permettere al patrimonio netto (a volte abbreviato in PN) di essere aumentato in diversi modi. Infatti, il patrimonio netto, prima ancora di entrare in elementi legati ai libri contabili, è anche un aspetto importante al di fuori dell'azienda. Non è raro, soprattutto per aziende in crescita, che anche stakeholders, fornitori e possibili futuri partner guardino al patrimonio netto per scoprire la solidità dell'azienda (ricordiamo che si tratta di un dato pubblico per le società, facilmente consultabile da chiunque).
Da questo punto di vista possiamo sciogliere subito un potenziale falso mito: non è vero che qualsiasi azienda debba avere un patrimonio netto consistente per avere solidità, ma non è neanche vero il contrario; un importante patrimonio netto potrebbe non bastare per dimostrare la solidità di un'azienda. Ecco perché nel corso di questo articolo andiamo a capire quali sono gli elementi che danno solidità all'azienda in relazione al patrimonio netto e quindi anche quali sono i migliori modi e momenti per andare ad aumentarlo o diminuirlo.
Cosa si intende per patrimonio netto secondo OIC? Cosa sono i "mezzi propri"
Chiaramente, iniziamo dal significato del patrimonio netto, mentre nel successivo paragrafo vedremo come si calcola da un punto di vista di bilancio, stato patrimoniale, in particolare. Il patrimonio netto è innanzitutto il termine corretto dal punto di vista tecnico per definire quello che viene anche nominato capitale proprio, mezzi propri o capitale di rischio.
Da queste parole, si intuisce che si tratta di quanto è stato apportato in azienda dai soci e in genere nella fase iniziale corrisponde al capitale sociale. Il patrimonio netto è definito dal principio OIC 28, dove OIC è l'Organismo Italiano di Contabilità che ha stabilito alcune regole riconosciute per quanto riguarda il bilancio e, in particolare, il principio 28:
"ha lo scopo di disciplinare i criteri per la classificazione delle voci di patrimonio netto e la rilevazione e movimentazione delle voci di patrimonio netto in occasione di operazioni tra società e soci in qualità di soci, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa."
Oltre a questa prima definizione, va specificato che non si può parlare di patrimonio netto senza alludere al suo calcolo. Esso è infatti, come definito anche da OIC 28: "La differenza tra le attività e le passività di bilancio". Proviamo a capire meglio cosa significa non solo dal punto di vista logico e matematico, ma anche in termini di significato. In questo modo, diventa possibile cominciare a comprendere anche le dinamiche di cambiamento di questo valore che è il vero focus principale di questo articolo.

Come si calcola il patrimonio netto? Il suo ruolo nello stato patrimoniale e la differenza con il patrimonio lordo
Perché si chiama così? Se esiste un patrimonio netto esiste evidentemente anche un patrimonio lordo... infatti è proprio così. Il patrimonio netto, come già annunciato nelle ultime righe del paragrafo precedente, è dato da una differenza: Attività di Stato Patrimoniale - Passività di Stato Patrimoniale.
Da cosa sono composte queste due voci? Lo vediamo in questo paragrafo più tecnico dal punto di vista delle voci di bilancio. Le attività di stato patrimoniale sono composte da:
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Immobilizzazioni, ovvero quell'insieme di beni materiali e immateriali che sono nella vita dell'azienda per più di un anno (si pensi a impianti e macchinari, ad esempio);
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Magazzino, ovvero il valore di tutta la merce che si ha "in casa", all'interno del proprio magazzino e quindi di proprietà dell'azienda (è un vero e proprio asset);
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Crediti, ovvero l'insieme delle somme ancora da riscuotere in genere dai clienti, costituiscono una promessa di incasso e per questo motivo in alcuni casi vengono precauzionalmente abbassati leggermente (si può stimare che almeno una piccola parte dei crediti non venga effettivamente incassata per varie ragioni);
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Liquidità, ovvero l'effettiva disponibilità liquida presente in cassa (letteralmente) o nei conti correnti aziendali.
Rientrano invece nelle passività, oltre al patrimonio netto stesso, le seguenti voci:
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Debiti finanziari, cioè debiti "puri", contratti ad esempio con una banca o altro istituto finanziario;
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Debiti operativi, cioè debiti più strettamente correlati all'attività, infatti sono anche detti debiti commerciali e in genere hanno una durata più breve.
In altri casi, la riclassificazione di bilancio prevede una suddivisione temporale in debiti a breve termine e debiti a medio/lungo termine. Come detto, anche il patrimonio netto fa parte delle passività e dunque possiamo concludere che: il patrimonio lordo è pari al totale delle passività, mentre il patrimonio netto è pari al patrimonio lordo meno i debiti di qualsiasi natura.
All'interno dello stato patrimoniale, il patrimonio netto ha un ruolo particolare, perché tutte le operazioni ordinarie dell'azienda non lo intaccano, ma ad ogni esercizio viene aggiunta la parte relativa all'utile che, però, nella maggior parte è solo di passaggio: una volta che l'utile viene distribuito agli azionisti o ai soci, il patrimonio netto torna all'ammontare precedente (o gode di un leggero aumento).
Nel successivo paragrafo, vediamo proprio la composizione del PN e di conseguenza tutti i modi per aumentarlo.
Qual è la composizione del patrimonio netto? Significato finanziario e contabile
Il primo aspetto da chiarire è relativo alla composizione del patrimonio netto, un elemento importante dello stato patrimoniale che ha una struttura piuttosto rigida (stabilita per legge) e il cui aumento non dipende solo dalle scelte aziendali puntuali, ma anche da alcuni scelte fatte a livello statutario.
Innanzitutto, la composizione del patrimonio netto è la seguente:
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Capitale Sociale, ovvero il totale di quanto apportato dai soci al momento della costituzione ed eventualmente anche successivamente. Si tratta in genere della voce più consistente dell'intero PN e in fase di costituzione potrebbe anche essere l'unica voce;
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Riserva legale, cioè una quota che l'azienda è obbligata per legge a costituire destinando una percentuale degli utili annuali. Serve a proteggere la stabilità finanziaria dell'azienda e può essere utilizzata per coprire perdite o per altre finalità previste dalla legge;
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Riserva sovrapprezzo azioni, cioè la differenza tra il valore nominale delle azioni emesse e il prezzo effettivamente pagato dagli azionisti al momento dell'acquisto. Viene utilizzata per assorbire eventuali perdite o per finanziare progetti di investimento, come vedremo anche in seguito;
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Riserva per azioni proprie, cioè l'ammontare delle azioni acquistate e detenute dall'azienda stessa. Serve a finanziare future acquisizioni o investimenti, oppure può essere utilizzata per ridurre il capitale sociale;
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Riserva per utili non distribuiti, ovvero la parte di utili accumulati dall'azienda che non sono stati distribuiti agli azionisti sotto forma di dividendi. Questa riserva può essere reinvestita nell'azienda per finanziare progetti di crescita o utilizzata per altri fini strategici;
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Altre riserve, cioè tutte le altre riserve non classificate nelle categorie precedenti, come ad esempio riserve per svalutazioni, per rivalutazioni, per rischi e oneri futuri, eccetera. Queste riserve servono a coprire eventuali perdite o a finanziare specifici progetti o impegni futuri dell'azienda.
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Utili (o perdite) dell'esercizio, rappresentano il risultato netto ottenuto dall'azienda durante l'esercizio contabile, ossia la differenza tra i ricavi e i costi sostenuti nel corso dell'anno (risultato di conto economico). Gli utili aumentano il patrimonio netto dell'azienda, mentre le perdite lo riducono.
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Fondo per rischi e oneri, ovvero un fondo pensato per far fronte a eventuali rischi o obbligazioni future di natura incerta, come ad esempio eventuali cause legali in corso o rischi ambientali. Serve a garantire la stabilità finanziaria dell'azienda anche a fronte di imprevisti e a proteggere gli interessi degli azionisti.

Aumentare il patrimonio netto: ecco come farlo e perché
In questo paragrafo e nei successivi sottoparagrafi, vediamo esattamente quali sono le modalità per fare un aumento di patrimonio netto e soprattutto perché scegliere quella determinata modalità.
Aumento di capitale a pagamento
In questo caso, l'aumento di capitale sociale porta ad un aumento di patrimonio netto grazie ai conferimenti dei soci o all'acquisto di nuove azioni emesse da parte degli azionisti. Si tratta di una forma di aumento molto immediata che significa una cosa molto semplice: chi investe in quel momento nell'azienda è perché crede nella sua crescita nel prossimo futuro.
Infatti, ci sono sostanzialmente due motivazioni principali per cui si può scegliere di fare un aumento di capitale: