Come creare un piano finanziario: esempio per il business plan

Il piano finanziario è quasi il cardine di un business plan. Un progetto imprenditoriale che vuole entrare con successo nel mercato non può permettersi di sottovalutare l’importanza di una corretta pianificazione finanziaria. Dall’analisi dei costi fino al ricorso al cash flow previsionale, in questo articolo troverai le linee guida essenziali per redigere un piano finanziario che funzioni.
Che cos’è il piano economico finanziario?
Il piano finanziario (o piano economico finanziario, o PEF) rappresenta uno dei quattro componenti essenziali di un business plan. Fa parte della sezione quantitativa del business plan, e ne è anche il suo punto cardine perché, con il piano finanziario, entrano in gioco i numeri che preludono al successo dell’impresa. E senza i quali sarebbe difficile fare previsioni.
È chiaro che il riferimento è al business plan di un progetto imprenditoriale, il che può significare un’impresa nascente come una start up o un progetto interno all’azienda, come per esempio il lancio di un nuovo prodotto. In entrambi i casi, lo scopo del piano finanziario sarà uno studio di fattibilità a partire dai costi sicuri e dai ricavi probabili, utile non solo a orientare le scelte di chi è a capo dell’impresa, ma anche per attirare l’attenzione di eventuali investitori.
Un dettaglio importante da sottolineare è che, in linea generale, il PEF di un business plan attiene non solo all’aspetto finanziario, ma anche a quello economico. In altre parole, da un lato tiene conto di costi e ricavi, dall’altro si concentra sulla liquidità aziendale e sul fabbisogno di capitale circolante.
Qui di seguito vediamo come si redige un piano finanziario facendo attenzione anche alla parte economica dell’impresa.
Come redigere il piano finanziario di un business plan
L’iter qui proposto ti guida nella redazione di un piano finanziario per il tuo business plan, e può essere valido per qualsiasi tipo di progetto.
Insomma, non importa che si tratti di una start up non ancora avviata o del lancio di un nuovo prodotto o servizio: la ratio su cui l’iter si fonda rimane tale e quale.
Come già annunciato, i passaggi qui sotto elencati terranno conto anche dell’aspetto economico, per darti modo di preparare un piano finanziario ed economico completo.
La redazione del PEF avviene in quattro passaggi.
Step uno. Calcolo dei costi di avvio dell’impresa (o pianificazione degli investimenti)
In questa prima fase è necessario valutare quali sono i costi fissi e sicuri che il lancio del progetto comporta.
Nel caso di una nuova impresa, per esempio, sarà utile valutare – e inserire nel piano finanziario – costi come:
- affitto dei locali
- stipendi e compensi
- acquisto macchinari
- utenze come luce e gas
- polizze assicurative
- licenze e brevetti
- pubblicità e marketing
Chiaramente, le voci di costi relative all’avviamento di un’impresa variano a seconda del tipo di azienda che stai mettendo in piedi. Per questo è bene che il piano dei costi venga scritto a misura di progetto.
Per il lancio di un nuovo prodotto o servizio, il meccanismo è, di fatto, uguale. In questo caso si tratterà di considerare i costi iniziali per il lancio, a partire per esempio da nuovi materiali o nuovi strumenti utili alle nuove produzioni, e così via.
Step due. Previsione di profitti e costi, creazione di un conto economico previsionale
In questa seconda fase, è necessario far entrare in gioco i profitti dell’azienda, da registrare insieme ai costi. Profitti che, ovviamente, non sono sicuro ma probabili, ovvero frutto di una previsione.
Da notare che anche in questo secondo passaggio si parla di costi, ma con una differenza sostanziale: i costi qui registrati sono anch’essi il risultato di una previsione, e terranno conto di possibili aumenti nei prezzi o di un incremento dell’entità degli investimenti.
Insomma, il secondo step per preparare un piano finanziario consiste nella redazione di un conto economico ma in chiave previsionale. Ricavi, costi e utili segnati per ogni mese rappresentano in questo caso soltanto una stima approssimata.
Step tre. Creazione di uno stato patrimoniale, con le previsioni di attivo e passivo
Parliamo qui di vero e proprio bilancio previsionale. Il terzo passaggio riguarda, perciò, la creazione di uno stato patrimoniale di previsione che tenga conto di tutti gli impieghi e di tutte le fonti di finanziamento.
Lo stato patrimoniale previsionale è strutturato esattamente come uno stato patrimoniale di fine esercizio. Ripartito in due sezioni (attivo e passivo, appunto), deve contenere informazioni su tutto quanto rientra nel patrimonio dell’azienda.
Il che vuol dire che, tra le attività, includerai:
e tra le passività invece:
- patrimonio netto
- fondi di TFR e rischi e oneri
- debiti commerciali
- debiti finanziari
ovviamente nell’ottica previsionale, vale a dire così come si suppone sarà il patrimonio dell’azienda dopo il suo lancio o dopo l’avvio di un suo progetto.
Step quattro. Registrare il cash flow previsionale su rendiconto finanziario mensile
Il cash flow previsionale, inserito in un business plan, risolve dubbi e scioglie i nodi non solo di chi sta per lanciare il progetto imprenditoriale, ma anche di chi può manifestare l’interesse di investire.
In un piano finanziario, l’analisi del flusso di cassa è perciò fondamentale perché dà contezza del livello di liquidità disponibile che è possibile raggiungere.
È chiaro, si tratterà sempre di cifre approssimative: un previsionale di questo tipo rimane comunque una ricostruzione dei flussi di cassa. Ciò nonostante, con gli strumenti giusti, è facile ottenere un risultato molto vicino alla realtà, specie per quelle imprese che conoscono già l’andamento del cash flow e, quindi, possono contare su dati certi registrati in precedenza.
Esempio di un piano finanziario aziendale in Excel
Puoi iniziare a preparare il tuo piano finanziario in Excel. Un esempio di piano finanziario in Excel che funziona è quello che suddivide le informazioni in diverse schede del foglio di lavoro.
Nella prima scheda inserirai i costi di avvio della tua attività imprenditoriale, così da stimare il budget iniziale di cui hai bisogno.
La seconda scheda mostrerà invece costi e ricavi, e quindi il conto economico, mese dopo mese. La suddivisione tra costi e ricavi ti aiuterà a calcolare il livello di profitto che prevedi di raggiungere.
La terza scheda conterrà lo stato patrimoniale, con attivo e passivo in parità.
Nell’ultima scheda, quella del flusso di cassa previsionale, prenderai in considerazione soltanto gli incassi e gli esborsi. Qui dovrai segnare, insomma, una stima dei pagamenti che affronterai ogni mese e l’incasso delle vendite.
Con Agicap creare un piano finanziario è ancora più semplice
La redazione di un piano finanziario in Excel è certamente una strada percorribile, ma è comunque quella più rischiosa. Perché con Excel devi affidare tutto alla compilazione manuale, e i problemi sono enormi: errori di calcolo, dimenticanze, grande impegno in termini di tempo.
Quando si parla di pianificazione finanziaria è sempre meglio affidarsi a un software in grado di automatizzare il lavoro e azzerare il rischio di errori.
Agicap, per esempio, ti assiste nel monitoraggio dei movimenti di denaro – pagamenti e incassi, per intenderci – e fa tutto da solo: rileva le informazioni utili dal tuo sistema di web banking, organizza le informazioni in una dashboard dedicata e ti permette di scaricare documenti e report per offrirti una panoramica completa di quanto succede nella tesoreria aziendale.
Inoltre, con Agicap hai a disposizione un cash flow previsionale dinamico, costruito sulla base dei movimenti registrati nella cassa della tua azienda e calcolato grazie a specifici algoritmi di previsione.
Agicap è il perfetto assistente alla gestione della tesoreria della tua azienda, e ti offre il supporto che ti serve nella redazione di un piano finanziario efficace.