Cash pooling, le best practice da seguire per ottimizzare la liquidità


Il cash pooling è una tecnica di gestione della liquidità attuata nei gruppi di imprese per gestire la cassa in modo centralizzato. Si tratta di un sistema ancora poco conosciuto in Italia ma che, se applicato in modo corretto, può offrire significativi vantaggi in termini finanziari, economici e fiscali. Grazie al cash pooling, infatti, è possibile redistribuire i flussi di cassa e, dove concesso dalla legge, compensare eventuali debiti di una delle società del gruppo. Vuoi saperne di più? Continua a leggere questa guida per scoprire cos’è, come funziona e come implementare il cash pooling nella strategia finanziaria del tuo gruppo.
Cos'è il cash pooling: significato e caratteristiche
L’espressione “cash pooling”, traducibile in italiano come “centralizzazione della tesoreria”, indica una tecnica di gestione centralizzata della liquidità utilizzata dai gruppi di imprese o dalle aziende con più filiali (anche all'estero) al fine di ottimizzare la tesoreria di tutte le entità legali che le compongono.
Tramite il cash pooling, come vedremo, le diverse società del gruppo effettuano, mediante i propri conti correnti, i pagamenti e le operazioni finanziarie necessarie alla loro attività di impresa, mentre la casa madre (o un’altra entità giuridicamente preposta) si occupa di gestire l'eventuale liquidità in eccesso e/o di coprire possibili situazioni di deficit.
In linea generale, il cash pooling viene implementato nei gruppi di grandi dimensioni, poiché richiede un certo livello di strutturazione ma può essere adottato da qualsiasi gruppo societario composto da più imprese.
A cosa serve il cash pooling?
Il principio alla base del cash pooling è quello di centralizzare la gestione dei flussi di cassa a livello della holding in modo da far quadrare i conti di tutte le filiali.
Alcune componenti del gruppo, infatti, potrebbero trovarsi in un deficit di liquidità tale da dover ricorrere a finanziamenti esterni, oppure potrebbero avere degli scoperti su cui vengono applicati alti tassi d'interesse. Di contro, altre società del medesimo gruppo potrebbero disporre di liquidità in eccesso nei loro conti correnti.
Centralizzando la gestione del cash flow è possibile riequilibrare la posizione netta delle singole imprese del gruppo.
Il trasferimento delle risorse liquide dai c/c periferici delle società del gruppo al conto centralizzatore viene detto “sweep”.
A seguito dello sweep, le somme liquide possono essere usate per coprire l’eventuale saldo negativo di una delle società del gruppo, oppure possono essere reinvestite, determinando un aumento della redditività.
Oltre che alle singole imprese, la centralizzazione della liquidità può apportare effetti positivi anche al gruppo nel suo complesso:
- •
in caso di una complessiva mancanza di liquidità, infatti, avere un solo conto bancario centralizzato può aiutare il gruppo a limitare le spese bancarie e a ottenere condizioni economiche più vantaggiose;
- •
in caso di un surplus di liquidità, invece, la centralizzazione dei conti correnti permette di capitalizzare e sfruttare la totalità dei profitti delle diverse consociate per effettuare migliori investimenti e aumentare, così, gli interessi e la redditività del gruppo.
Tramite il cash pooling, quindi, i gruppi possono evitare, o quantomeno limitare, le diseconomie finanziarie, riducendo il livello globale dell’indebitamento esterno e ottenendo un risparmio nelle provvigioni e negli interessi passivi da corrispondere alle banche e/o agli altri istituti di credito.
Allo stesso tempo, il cash pooling permette di massimizzare e far fruttare eventuali eccedenze di liquidità.
Come funziona il cash pooling system?
La procedura di cash pooling consiste nel far confluire regolarmente i saldi dei conti correnti di tutte le entità di un gruppo, in un unico conto centralizzatore detto "master account" gestito da un "pooler".
Il pooler rappresenta il gestore del conto corrente unico in cui vengono convogliati e centralizzati i saldi di tutte le società del gruppo.
A dirigere le operazioni di cash pooling è, generalmente, il tesoriere, il direttore finanziario o il direttore amministrativo della società madre o della società scelta come pooler.
Il ruolo di pooler: holding o banca?
Per centralizzare e gestire il conto unico, il gruppo può optare per una soluzione interna, affidando il ruolo di pooler alla holding, alla casa madre o a un'altra impresa consociata, oppure può scegliere una soluzione esterna optando per una società finanziaria creata appositamente dal gruppo (una newco) oppure rivolgersi a una banca o a un altro istituto di credito in cui viene depositato il conto principale.
La scelta dipende dalle caratteristiche, dalla struttura, dalla dimensione e dalle esigenze di ciascun gruppo.
In linea generale, la gestione interna si addice soprattutto a gruppi di grandi dimensioni abituati a gestire la loro liquidità, gli investimenti e i pagamenti in modo centralizzato o a quelle società che dispongono già di un software di gestione della tesoreria completo e adeguato.
Il pooler ha il compito di gestire il cash flow infragruppo in modo unitario, ottimizzando il fabbisogno finanziario delle singole imprese aderenti all’accordo e migliorando la circolazione finanziaria all’interno del gruppo.
Quali step seguire

Per prima cosa, i consigli di amministrazione delle diverse società del gruppo devono deliberare i termini e le condizioni dell'accordo di cash pooling specificando le ragioni e gli interessi a livello di singola entità e di gruppo.
Tali delibere costituiscono la base del contratto tra le imprese del gruppo e il pooler per la gestione centralizzata delle loro tesorerie.
A tal fine è necessario che:
- •
gli statuti delle società aderenti consentano operazioni di cash pooling;
- •
lo statuto della società centrale/pooler abbia un riferimento specifico alla possibilità di svolgere l'attività di tesoriere.
Una volta formalizzato il contratto tra imprese e pooler, quest'ultimo dovrà, a sua volta, stipulare un contratto con un istituto di credito per creare un conto corrente unico ("master account") in cui ciascuna società del gruppo farà confluire quotidianamente la propria liquidità.
Come specificheremo meglio in seguito, il trasferimento dei saldi dai conti delle consociate al master account può avvenire in modo effettivo o virtuale.
Affinché il sistema di cash pooling funzioni correttamente, è importante che l'atto stipulato tra la capogruppo (o altro pooler) e le singole entità del gruppo rispetti precisi termini e criteri finanziari, fiscali e giuridici.
Come stipulare un contratto di cash pooling?
L'accordo di cash pooling rientra nella tipologia dei contratti atipici o "misti" infragruppo. Si tratta di un tipo di atto stipulato autonomamente da tutte le consociate di un gruppo con una stessa società (detta “pooler”) che funge da centro di tesoreria e che ha come mandato quello di gestire il conto corrente "accentrato" sul quale vengono riversati i saldi dei conti correnti periferici di ciascuna consociata.
L'obiettivo principale di un contratto di cash pooling è quello di specificare i termini e le condizioni per ottimizzare i flussi di liquidità, la tesoreria e le disponibilità finanziarie delle singole entità del gruppo (per questo viene anche detto "convenzione di tesoreria").
Nel redigere un contratto di cash pooling, occorre specificare diversi aspetti, tra cui:
- •
le entità appartenenti al gruppo coinvolte nell'operazione di centralizzazione della tesoreria;
- •
la società centrale o "pooler";
- •
lo scopo e la durata del contratto;
- •
il margine di indebitamento delle filiali e delle società del gruppo;
- •
le aliquote degli interessi attivi e passivi e le commissioni applicabili;
- •
le modalità e i termini con cui i saldi dei c/c delle consociate devono essere trasferiti al conto corrente accentrato;
- •
modalità e termini entro cui il pooler deverestituirela liquidità ricevuta dalle consociate;
- •
eventuali clausole di rescissione anticipata o sospensione dell'atto;
- •
eventuali commissioni spettanti al pooler per la gestione centralizzata della tesoreria;
- •
la giurisdizione competente in caso di controversia.
Esistono diverse tipologie di cash pooling, ognuna con le sue caratteristiche. Vediamo insieme quali sono.
Cosa si intende per cash pooling management e quali tipologie ci sono
In linea generale, è possibile distinguere due metodi principali di gestione del cash pooling:
- •
cash pooling fisico (anche detto “effective cash pooling”), caratterizzato da un flusso di cassa effettivo verso il conto centralizzatore. Spesso è gestito automaticamente dalla banca.
- •
cash pooling nozionale ("virtual" o "notional" NCP): corrisponde a una centralizzazione virtuale dei flussi di cassa delle diverse entità del gruppo. In questo tipo di cash pooling, come vedremo, ogni consociata può continuare a operare con le proprie linee di credito senza spostamenti reali di denaro.
Alcuni gruppi, principalmente i grandi gruppi internazionali, si avvalgono di una combinazione dei due metodi chiamata "cash pooling ibrido".
Cash pooling fisico (effective cash pooling)
Il cash pooling fisico o effettivo comporta un trasferimento reale dei fondi dai conti delle consociate, aderenti all’accordo (le cosiddette "participants"), al conto "centralizzatore", detto "master account".
In questo tipo di cash pooling, il pooler è l’unico referente della banca o dell’istituto di credito presso cui è registrato il conto unico. Esclusivamente su tale conto, dunque, verrà eseguito il calcolo degli interessi.
Il cash pooling fisico può essere gestito tramite un Treasury Management System (TMS) interno al gruppo oppure direttamente dalla banca. Le operazioni di trasferimento, inoltre, possono avvenire in modo manuale o, sistema più utilizzato, in maniera automatizzata.
Il vantaggio principale del cash pooling fisico per il gruppo è la maggiore visibilità e il miglior controllo sul flusso di cassa complessivo, ma a farne le spese sono spesso le filiali e le consociate che vedono ridursi il loro livello di autonomia finanziaria e decisionale.
Esistono diversi metodi di cash pooling fisico.
La differenza tra le varie tipologie è data, prevalentemente, dai criteri utilizzati per trasferire i saldi dei conti correnti periferici interessati.
Tra i principali sistemi di cash pooling fisico troviamo:
- •
cash pooling ZBA ("Zero Balancing Account" oppure ZBS “zero balance system”, o, semplicemente, "zero balance");
- •
cash pooling TBA (Target Balancing Account);
- •
cash pooling FBA (Fork Balancing Account).
Analizziamoli più nel dettaglio.
Cash pooling ZBA ("Zero Balancing Account" o "Zero Balance")

Lo ZBA o "saldo zero" è la modalità più diffusa di effective cash pooling. Esso prevede che, quotidianamente (alla mezzanotte di ogni giorno), i saldi (attivi o passivi) presenti sui c/c delle imprese del gruppo vengano trasferiti automaticamente al conto centralizzatore che provvede poi a riequilibrare la situazione di cassa delle diverse consociate.
Detti trasferimenti danno origine a reciproche posizioni di credito e/o debito da cui, al termine o “cut off” del contratto, deriveranno gli interessi attivi o passivi a seconda delle somme liquide trasferite o ricevute.
Tramite l'azzeramento effettivo dei c/c delle imprese del gruppo si elimina, o quanto meno si riduce, il rischio di avere alcuni conti in scoperto e altri con un eccesso di liquidità.
Con questa tipologia di cash pooling, il conto master risulta essere l’unico che maturerà interessi attivi/passivi nei rapporti con la banca.
Il rovescio della medaglia di questa variante può essere, come anticipato, la mancanza di indipendenza delle filiali nella loro gestione del flusso finanziario e del loro eventuale surplus liquidità.
Le risorse liquide in eccesso, infatti, confluendo automaticamente nel conto centralizzatore non possono più essere gestite o sfruttate direttamente dalla consociata che le ha generate ma vengono usate dalla pooler a fine di investimento oppure per coprire eventuali scoperti o debiti di altre imprese del gruppo.
Cash pooling TBA (Target Balancing Account)
Il cash pooling TBA (Target Balancing Account) consiste nel definire un livello di credito oltre il quale i saldi dei conti delle filiali vengono trasferiti al conto centralizzatore. Quando i conti sono in debito, i saldi vengono sistematicamente ripristinati. Al di sotto della soglia minima, il pooling non viene attivato.
Diversamente dallo ZBA, il TBA permette alle consociate di mantenere una maggiore possibilità decisionale.
Cash pooling FBA (Fork Balancing Account)
Il cash pooling FBA (Fork Balancing Account) consiste nel riportare giornalmente tutti i conti a un certo importo predeterminato (diverso da zero).
Così facendo, come nel caso del TBA, le imprese del gruppo aderenti all’accordo di cash pooling possono conservare una maggiore autonomia rispetto alla società pooler.
Cash pooling nozionale ("virtual o notional cash pool")
A differenza del cash pooling fisico, il cash pooling nozionale (notional o virtual cash pooling), detto anche a "saldi compensati", non comporta alcun trasferimento fisico dei fondi.
Si tratta di un sistema particolarmente utilizzato nel mondo anglosassone in cui tutti i saldi dei vari conti bancari delle società del gruppo aderenti al pooling vengono compensati virtualmente e automaticamente su un master account bancario (anch’esso virtuale).
Tale compensazione è virtuale e non effettiva in quanto i singoli conti correnti delle consociate mantengono il loro saldo di fine giornata.
Lo scopo di questa operazione è quello di facilitare il calcolo degli interessi attraverso una compensazione "fittizia" dei diversi conti sul master account. Per farlo, in una fase preliminare si determina un indice per ogni filiale, che viene poi collegato alle transazioni che le entità effettuano secondo le loro necessità e/o eccedenze.
In questo tipo di cash pooling, il rapporto intercorre direttamente tra la banca e la singola consociata, ma la capogruppo contratta con la banca tutte le condizioni riferite al rapporto con le diverse consociate.
Da un punto di vista pratico, la banca calcola i tassi di interesse di debito e credito sul conto corrente individuale di ciascuna consociata e, successivamente, calcola il saldo nozionale combinato di tutti i conti bancari.
Tale computo può avvenire su base giornaliera, settimanale o mensile.
Sotto un profilo amministrativo, il notional cash pooling è più efficiente e facile da gestire rispetto al cash pooling fisico, poiché:
- •
non richiede alle società del gruppo di creare un conto corrente di corrispondenza con la pooler, il che ha significativi vantaggi sotto un profilo gestionale e contabile;
- •
non implica il trasferimento fisico dei saldi di fine giornata al conto master del pooler.
Il vantaggio del cash pooling nozionale è che ogni entità del gruppo può beneficiare di tassi di interesse attivi e passivi migliori rispetto a quelli che avrebbero avuto individualmente ma, al contempo, può operare con le proprie linee di credito conservando una maggiore autonomia e una maggiore indipendenza nella gestione finanziaria.
Come anticipato, il cash pooling nozionale non è adottabile in Italia a causa di un divieto legale di compensazione dei debiti e dei crediti e dell'obbligo da parte delle banche di calcolare gli interessi sui saldi giornalieri di ciascun conto.
Esempio di cash pooling tra banca e holding
Vediamo un esempio pratico di un'operazione di cash pooling tra una società con 3 filiali e conti correnti in euro.
| Conto A in euro | Conto B in euro | Conto C in euro | Saldo ipotetico compensato |
|---|---|---|---|---|
Saldo | 500 | -400 | -200 | -100 |
5% di interessi passivi |
| -20 | -10 |
|
3% di interessi attivi | 15 |
|
|
|
Interessi sulla posizione compensata |
|
|
| -5 |
In una prima fase, la banca paga gli interessi attivi generati sui diversi conti correnti: nel nostro caso questi corrispondono a un valore di 15€ relativi al conto A.
Allo stesso tempo, la banca preleva gli interessi passivi: in quest'esempio, tali interessi corrispondono a un valore di -20€ relativi al conto B e a -10€ sul conto C per un totale di -30€.
In una seconda fase, la banca calcola l’interesse attivo e passivo che sarebbe stato applicato sulla posizione ipoteticamente compensata. La differenza netta tra la somma degli interessi effettivamente contabilizzati e gli interessi nozionali viene restituita dalla banca al gruppo di società partecipanti.
COMPENSAZIONE = (interessi passivi individuali - interessi passivi sulla posizione compensata) - (interessi attivi individuali - interessi attivi sulla posizione compensata) = (30-5) € - (15-0) € = 25-15 = 10€ In questo esempio, la compensazione è un rimborso (parziale) degli interessi passivi precedentemente riscossi.
L’operazione di compensazione non è soggetta ad alcuna ritenuta e può avvenire in due modi diversi:
- •
distribuendo automaticamente la somma in modo proporzionale ai conti delle consociate/filiali interessate;
- •
contabilizzando la somma sul conto centralizzatore.
In quest'ultimo caso, il pooler dovrà poi ridistribuire la somma tra i vari conti partecipanti.
Altre tipologie di cash pooling: internazionale e multivaluta
Cash pooling internazionale
Una tipologia a parte di cash pooling è quella "internazionale". Tale classificazione non fa riferimento alla gestione fisica o virtuale dei flussi di cassa, ma attiene alla sede delle diverse consociate.
Si parla, infatti, di "cash pooling internazionale" quando il gruppo possiede delle filiali estere.
In questi casi, la centralizzazione della tesoreria può essere molto più complessa poiché i diversi paesi, perfino a livello europeo, hanno regolamentazioni diverse soprattutto per quanto concerne le operazioni di compensazione e di applicazione dei tassi di interesse bancari sui conti correnti.
In Polonia, per esempio, il sistema del cash pooling è vietato, mentre in Italia la restrizione si applica solo al cash pooling nozionale. Prima di ipotizzare l'uso del cash pooling internazionale, quindi, è importante informarsi sia a livello fiscale sia normativo.
D'altro canto, però, i benefici derivanti dall'implementazione del cash pooling internazionale sono molteplici: i gruppi con filiali estere, ad esempio, possono gestire i propri conti correnti attraverso un’unica valuta.
È possibile, inoltre, accentrare i diversi conti in modo da uniformarli e contrastare sia la volatilità sia i problemi legati ai tassi di cambio.
Come si realizza il cash pooling internazionale?
Per realizzare un cash pooling internazionale (in una valuta specifica), è necessario stabilire una centralizzazione (o pooling) a due livelli. In primis, una banca locale X esegue una centralizzazione all'interno del proprio paese.
In secondo luogo, una banca transfrontaliera si occupa di gestire il pooling a livello internazionale. La prima centralizzazione, quindi, avviene a livello locale, dopodiché i saldi ottenuti vengono trasferiti e centralizzati a livello internazionale.
Cash pooling multivaluta
Il cash pooling fisico, per sua natura, può essere soltanto mono-valuta (o “mono-currency”), ossia prevede la scelta e l’utilizzo di una valuta unica per il trasferimento dei fondi e, generalmente, si avvale di uno stesso istituto di credito o di una stessa banca.
Il cash pooling nozionale, invece, può essere anche multivaluta e può includere anche banche o istituti differenti.
La gestione del cash pooling nozionale multivaluta è più complessa: di fatto, occorre considerare un sistema di cash pooling diverso per ogni differente valuta utilizzata dalle società del gruppo.
Cash pooling e "netting": occhio a non fare confusione
Talvolta le operazioni di cash pooling vengono confuse con quelle di netting. In realtà si tratta di due concetti finanziari diversi.
Il netting è un metodo di pagamento che può essere effettuato tra aziende indipendenti, non collegate tra loro o tra entità giuridiche dello stesso gruppo che hanno attuato una logica di centralizzazione della liquidità tramite, appunto, il cash pooling.
In questo secondo caso il netting può rappresentare una tecnica di compensazione dei debiti e dei crediti all'interno di un gruppo, ma non implica alcuna operazione bancaria.
L'obiettivo principale del netting è quello di ottimizzare i movimenti e flussi di cassa inter-societari.
Quali vantaggi offre il cash pooling bancario ai gruppi societari?

Dal punto di vista finanziario e fiscale, il cash pooling produce diversi effetti positivi e offre numerosi vantaggi, tra cui:
- •
una migliore gestione dei bisogni, dei flussi di cassa e della liquidità in eccesso di ogni società del gruppo;
- •
una riduzione del livello di indebitamento, del rischio di insolvenza e del carico fiscale complessivo del gruppo;
- •
un migliore autofinanziamento e una riduzione del ricorso ai prestiti e ai finanziamenti esterni;
- •
tassi d'interesse bancari più vantaggiosi, costi amministrativi più bassi e rating migliore delle società del gruppo;
- •
una maggiore efficienza nell’organizzazione del servizio di tesoreria di ogni consociata e una visione d’insieme consolidata a livello di gruppo per prendere decisioni migliori su finanziamenti o investimenti;
- •
una migliore gestione del rischio di liquidità.
Al contempo, però, soprattutto se non applicato e gestito correttamente, il cash pooling può comportare una serie di svantaggi.
Vediamo i principali.
Rischi e svantaggi del cash pooling
Il cash pooling è, come detto, uno strumento allettante per manager, direttori finanziari e tesorieri di un gruppo con diverse entità. Tuttavia, la sua implementazione non è sempre possibile e, talvolta, può comportare dei limiti e dei rischi, ad esempio:
- •
in un gruppo internazionale, i differenti contesti legali e fiscali dei diversi paesi interessati possono rendere complicato, se non impossibile, adottare il cash pooling;
- •
dal punto di vista delle filiali, il cash pooling può comportare una perdita di autonomia;
- •
l'implementazione del cash pooling richiede un controllo preventivo e la razionalizzazione delle pratiche bancarie, il che può rappresentare un processo complesso;
- •
se fatto internamente, il cash pooling richiede un sistema di informazione adeguato, che deve essere uniforme e accessibile a tutte le filiali. È necessario un lavoro di interfaccia, distribuzione e consolidamento delle informazioni di ogni filiale e un controllo costante delle singole tesorerie, ottimizzato, possibilmente, tramite l'uso di un software di tesoreria adeguato.
Vi possono essere, inoltre, dei risvolti negativi anche nella possibilità di copertura dei saldi in rosso: questa forma di "finanziamento", infatti, può portare alcune imprese del gruppo a porre poca attenzione ai propri conti e alla propria situazione di cassa il che, a lungo andare, può riflettersi sull'intero gruppo.
L'accentramento della liquidità, infatti, non deve rappresentare per le consociate un alibi o una scusa per infievolire l'attenzione sulla gestione finanziaria interna: ciascuna società del gruppo deve continuare ad adottare ogni tipo di strumento per mantenere i propri conti in attivo, in modo da non gravare sulla liquidità complessiva del gruppo.
Una valida soluzione per le consociate, è quella di avvalersi di un software di tesoreria adeguato che può aiutare le imprese periferiche ad evitare situazione di insolvenza e/o a scovare eventuali surplus di liquidità difficili da individuare con una rendicontazione manuale.
È bene ricordare, infine, che un'applicazione inadeguata del cash pooling può comportare anche rischi di tipo legale e fiscale soprattutto nei rapporti tra pooler e consociate.
Norme fiscali e giuridiche sul cash pooling
Uno dei principali problemi del cash pooling, almeno per adesso, è relativo all'estrema incertezza e disomogeneità giuridica e fiscale che lo caratterizza.
Manca, infatti, una disciplina giuridica unica che lo regoli a livello sia europeo sia internazionale.
I contratti infragruppo, inoltre, presentano talvolta il rischio che la holding spinga le controllate ad accettare condizioni contrattuali inique o non in linea con il mercato.
Un esempio tipico è rappresentato dal fenomeno dei travasi di utili dalle società del gruppo alla capogruppo mediante operazioni con corrispettivi non adeguati, che, nonostante avvantaggino il gruppo nel suo complesso (diminuendo, ad esempio, il prelievo fiscale complessivo a livello di gruppo) danneggiano le singole consociate.
Il trasferimento di liquidità infragruppo, inoltre, se effettuato per arginare una sottocapitalizzazione dell'impresa in deficit, può anche generare effetti elusivi e un abuso nei confronti di eventuali creditori che può essere punito penalmente.
Altro problema giuridicamente rilevante è rappresentato dalla confusione di patrimoni nell’ambito del gruppo, con conseguente depauperamento di una o più società a favore di altre.
In linea generale, la disciplina italiana stabilisce che l'interesse del gruppo non deve essere privilegiato a spese di quello delle imprese che lo compongono, pena la possibilità di cadere in precisi reati come:
- •
abuso di beni sociali;
- •
atto anomalo di gestione;
- •
abuso della maggioranza.
Scelte e operazioni del pooler svantaggiose per le consociate possono essere considerate legittime solo se, come previsto dall’art. 2497 C.C., rispettano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale.
In questa prospettiva vanno considerati i cosiddetti "vantaggi compensativi": eventuali operazioni inique o svantaggiose per una consociata, sono ammissibili solamente se possono essere compensate da effetti positivi e vantaggiosi a lungo termine sul piano organizzativo, produttivo, commerciale e finanziario per la stessa impresa o, indirettamente, per il gruppo nel suo complesso.
Da un punto di vista fiscale, invece, le operazioni di cash pooling sono spesso mal viste dalle autorità competenti in quanto possono consentire alle società di un gruppo di prestarsi denaro a condizioni particolarmente vantaggiose, con il rischio di cadere nel reato di elusione fiscale e di dissimulazione degli utili.
Gestire il cash pooling con Agicap
Come abbiamo visto più volte nel corso dell’articolo, una buona riuscita delle operazioni di cash pooling dipende da una corretta gestione della tesoreria delle singole consociate aderenti all’accordo.
L’utilizzo di un software di gestione della tesoreria e della cassa come Agicap consente di controllare e monitorare in tempo reale lo stato di tutti i conti correnti delle società di un gruppo, il che è essenziale per implementare un processo di cash pooling.
Non solo.
Agicap è un software "tutto in uno" che offre delle funzioni specifiche per soddisfare ogni esigenza aziendale.
Da un'unica dashboard, disponibile anche da smartphone o tablet, è possibile avere una visione della tesoreria a livello sia di singola impresa sia di gruppo.
Oltre a ciò, Agicap ti offre molteplici prodotti complementari, tra cui:
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- •
Cash Management: questa soluzione ti permette di ottimizzare gli afflussi e i deflussi di cassa a breve termine e le operazioni di bilanciamento per garantire liquidità, massimizzare i rendimenti e ridurre al minimo i rischi finanziari;
- •
Business Spend Management: grazie alla funzione di BSM potrai semplificare la gestione delle spese aziendali, nonché verificare e dematerializzare le fatture, le carte aziendali e tutte le operazioni di precontabilità;
- •
Cash Collection: con la soluzione "cash collect" potrai migliorare le capacità di riscossione dei pagamenti in ritardo, automatizzare i processi e prevenire/risolvere più facilmente eventuali controversie;
- •
Banking & ERP Connectivity: tramite la funzione di "Connettività bancaria ed ERP" potrai migliorare l'integrazione tra i tuoi istituti bancari ed i sistemi ERP adottati dalla tua impresa in modo da migliorare la capacità di previsione.
Con Agicap, dunque, avrai tutto ciò che ti servi per iniziare a programmare la centralizzazione della tua tesoreria di gruppo.
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