Cos’è lo scoperto di conto corrente e come funziona

Tempo di lettura: 6 min.

La definizione “scoperto di conto corrente” potrebbe far pensare subito a scenari potenzialmente pericolosi, come un conto corrente in rosso o una mancanza di liquidità. È importante quindi capire di che cosa si tratta. In questo articolo, partiamo dalla definizione di scoperto di conto corrente, ne identifichiamo le caratteristiche, capiamo quando utilizzarlo con intelligenza e completiamo il quadro con un elenco dei costi previsti.

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Scoperto di conto corrente, definizione

Lo scoperto di conto corrente è una somma che viene concessa dalla banca, dietro stipulazione di un contratto, conosciuto anche con il nome di fido. Lo scoperto di conto corrente può essere concesso a:

  • privati (persone fisiche);
  • aziende (persone giuridiche).

Lo scoperto di conto corrente può essere a tempo determinato o indeterminato. Nel primo caso, viene concordato un periodo di tempo in cui lo scoperto di conto corrente è disponibile per il debitore. Per questa tipologia di fido, la banca può ritirarsi dal contratto per giusta causa, lasciando 15 giorni a disposizione per estinguere il debito.

Se, invece, lo scoperto di conto corrente è a tempo indeterminato, come si intuisce dal nome, non è imposto limite di tempo. L’unico modo per concludere il contratto è con il consenso di entrambe le parti ed è necessario un preavviso di 15 giorni.

Come ottenere uno scoperto di conto corrente

Ci sono condizioni e richieste particolari per poter accedere allo scoperto di conto corrente? Sia che tu sia un privato o un’azienda, non ci sono particolari ostacoli per la richiesta di fido; la banca, infatti, non ritiene vincolante il livello di liquidità presente sul conto corrente al momento della richiesta. In altre parole, significa che il conto corrente può possedere fondi oppure non averli.

Descriviamo il fido in modo operativo: se sul conto hai 10.000 euro e richiedi alla banca la messa a disposizione di 20.000 euro per 15 giorni tramite la formula del fido, la banca ti concede tale somma per quel lasso di tempo, dietro il pagamento di interessi e commissioni. Puoi utilizzare la somma in un’unica volta (apertura di credito semplice) oppure utilizzarla in più volte anche ripristinando la disponibilità con successivi versamenti (apertura di credito in conto corrente).

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Quando chiedere uno scoperto di conto corrente

Lo scoperto di conto corrente può essere utile per colmare delle differenze tra liquidità e spese in tempi brevi.

Per esempio:

  • per non andare in rosso sul conto corrente;
  • per sostenere spese impreviste in poco tempo senza avere la liquidità necessaria.

Alcune situazioni della quotidianità lavorativa si possono associare facilmente ai casi riportati qui sopra. Ad esempio:

  • un tuo cliente chiede di posticipare un pagamento: senza questa entrata, sostenere i costi fissi e mantenere un buon livello di liquidità può essere difficoltoso e il fido diventa necessario;
  • spese ingenti da sostenere, ad esempio gli stipendi, prima di ricevere una somma importante;
  • se la tua azienda e il tuo settore sono caratterizzati da una forte stagionalità, avere liquidità extra nei mesi con minori entrate è una decisione saggia per far fronte ai costi fissi.

Ricorda sempre, però, che il fido non è un prestito ma uno scoperto di conto corrente, cioè una soluzione temporanea per evitare di finire in rosso. Dato che si tratta di un mezzo temporaneo, la banca addebita dei costi molto elevati, quindi il fido è utile se usato in tempi brevi ed è meglio che non diventi un'abitudine.

Scoperto di conto corrente, costi

Chiedere uno scoperto di conto corrente presenta una commissione e degli interessi debitori.

Partiamo dalla commissione: si chiama commissione onnicomprensiva sull’affidamento, che si paga proprio per aver ottenuto il fido. Questa commissione può variare, sulla base di due elementi principali:

  • la banca a cui ci si rivolge;
  • l’entità del fido.

In ogni caso, non può superare lo 0.5% della somma concessa nell’arco di un trimestre. Alla commissione, si aggiungono gli interessi debitori, che si calcolano sulla base della somma utilizzata e della durata, cioè i giorni effettivi di utilizzo. Gli interessi sono addebitati sul conto corrente secondo le scadenze previste dal contratto, che in genere possono essere annuali, semestrali o trimestrali.

Un altro tipo di spesa inerente ai casi di scoperto di conto corrente è la commissione di istruttoria veloce che si applica se la tua azienda va oltre il limite del fido. L’importo è stabilito in misura fissa e si applica:

  • per sconfinamenti pari o superiori a 500 euro;
  • per un periodo di sconfinamento superiore ai 7 giorni consecutivi.

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Scoperto bancario, un esempio pratico

Supponiamo che la tua azienda abbia un conto corrente in positivo di 100.000 euro e che prevedi entrate importanti a fine mese, ma anche spese da sostenere a 15 giorni.

Decidi quindi di chiedere alla banca uno scoperto di conto corrente pari a 20.000 euro, da utilizzare entro 30 giorni. In totale, per il mese corrente preso ad esempio, puoi utilizzare 120.000 euro: l’obbligo che la banca ti impone è di restituire i 20.000 euro (o parte della somma, se utilizzi meno) nei tempi previsti. Se spendi anche solo un euro in più, vai automaticamente in rosso.

Per questo motivo, aprire una linea di credito implica generalmente delle garanzie, che possono essere reali oppure personali. Si parla di garanzie reali in caso di pegno o ipoteca, cioè utilizzando beni mobili e/o immobili per ripagare il debito; le garanzie personali invece gravano su un soggetto denominato garante e che risponde dei debiti con tutto il suo patrimonio. Queste garanzie decadono quando finisce il contratto.

E nel caso in cui le garanzie siano insufficienti? La banca può suggerire e richiedere di cambiare garante, oppure è necessario presentare garanzie aggiuntive. Se la richiesta non ha seguito, la banca può decidere di recedere dal contratto.

Quali sono i casi in cui la banca può rescindere il contratto?

Se si tratta di uno scoperto di conto corrente a tempo determinato, la banca può revocare questo servizio per giusta causa, come accennato sopra: rimane tuttavia la possibilità di restituire la somma pattuita in un periodo ristretto successivo alla comunicazione (in genere 15 giorni). Esiste anche la possibilità che la banca possa concludere il rapporto senza giusta causa. Che cosa è possibile fare in questo caso? La legge dice che, se la revoca è illegittima, il correntista può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario per contestare la decisione. In questo caso, è necessario presentare prove documentali per dimostrare che i motivi di recesso non sussistono, che la situazione finanziaria non costituisce una minaccia e che è stata la banca a violare i termini del contratto. In caso di fido a tempo indeterminato, è possibile concludere il contratto con un preavviso di 15 giorni, se non altrimenti specificato.

Conclusioni

Abbiamo visto che lo scoperto di conto corrente permette a privati e aziende di avere a disposizione somme di denaro per far fronte a spese impreviste o per coprire una momentanea mancanza di liquidità. Tramite la stipula di un contratto di fido, la banca concede la somma necessaria a tempo determinato o indeterminato e, per farlo, può addebitare commissioni e interessi anche molto alti.

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