Investire liquidità aziendale: quanto tenere sul conto e come impiegare l'eccesso

Tempo di lettura: 8 min
Blog post - Pink - Scattered lines from top to bottom

Investire la liquidità aziendale significa impiegare per un periodo definito la parte di cassa che non ti serve per pagare fornitori, stipendi, imposte e rate, in modo da riaverla disponibile quando la previsione indica che servirà. Prima di scegliere uno strumento devi quindi sapere quanta liquidità deve restare sul conto corrente.

Secondo la CFO Survey di Agicap, le aziende italiane del campione (fatturato tra 30 e 500 milioni di euro) hanno in media 21 milioni di euro di disponibilità liquide, e il 61% di questa liquidità non è investito. Applicando il metodo di calcolo della survey (riserva minima di 1 milione) e usando come rendimento di riferimento il tasso BCE sui depositi in vigore dal 16 settembre 2026, pari al 2,50%, il mancato guadagno è di circa 295.000 euro l'anno per azienda. La survey, che ipotizzava un rendimento del 3,3% con i tassi del 2025, arrivava a quasi 400.000 euro.

Il tasso BCE sui depositi è salito al 2,50% dopo un rialzo di 25 punti base, con effetto dal 16 settembre 2026 (comunicato ufficiale BCE del 10 settembre 2026).

Il calcolo è indicativo: il rendimento effettivo dipende dagli strumenti che scegli e dalle condizioni della tua banca.

In questa guida trovi come calcolare la riserva di liquidità operativa, quali strumenti a breve termine valutare e con quali rischi, come impostare un processo di investimento ripetibile e quando ha più senso ridurre il debito invece di investire.

Cosa significa investire la liquidità aziendale

Investire la liquidità aziendale vuol dire collocare la liquidità in eccesso in strumenti finanziari a breve o medio termine, per esempio depositi vincolati o titoli a breve scadenza, per farla rendere finché l'azienda non ne ha bisogno. È un'attività di tesoreria e va tenuta distinta dagli investimenti aziendali in senso stretto, cioè l'acquisto di macchinari, impianti, immobili o partecipazioni, che impegnano la cassa in modo duraturo per far crescere il business.

La differenza cambia il criterio di scelta. Per un investimento produttivo conta il ritorno atteso nel tempo. Per la liquidità investita contano prima di tutto la sicurezza del capitale e la sua disponibilità alle scadenze in cui ti servirà; il rendimento viene dopo.

Quanta liquidità tenere sul conto corrente

Non esiste una percentuale del fatturato valida per tutte le aziende. La quantità giusta dipende dal ciclo di incassi e pagamenti, dalla stagionalità, dalla concentrazione dei clienti e dalle linee di credito già disponibili. Un modo pratico per ragionarci è dividere le disponibilità liquide in tre quote:

Quota

A cosa serve

Dove sta di solito

Liquidità operativa

Pagamenti ricorrenti previsti: fornitori, stipendi, F24, rate

Conto corrente

Riserva di sicurezza

Uscite impreviste e incassi in ritardo

Conto corrente o strumenti disponibili a vista

Liquidità investibile

Somme in giacenza che la previsione non prevede di usare per un periodo definito

Strumenti con scadenza coerente con quel periodo

Come calcolare la riserva di sicurezza e la liquidità investibile

Il calcolo parte dalla previsione di cassa, non dal saldo di oggi. Con una previsione a 13 settimane individui il punto più basso del saldo previsto, poi decidi quale margine tenere sotto quel livello per assorbire gli scostamenti. Il margine dovrebbe riflettere lo scarto che la tua azienda registra davvero tra previsto e consuntivo: nella CFO Survey di Agicap le aziende italiane del campione dichiarano uno scostamento medio del 17% tra previsioni di cassa e flussi reali.

Liquidità investibile = saldo di cassa previsto minimo − riserva di sicurezza

Esempio illustrativo. Un'azienda ha oggi 8 milioni di euro sui conti: è il saldo attuale. La previsione a 13 settimane, che include gli incassi e i pagamenti attesi, indica che il saldo scenderà fino a un minimo di 5 milioni a dicembre, quando escono tredicesime e versamenti fiscali. È questo minimo previsto, non il saldo di oggi, a fissare il limite: con una riserva di sicurezza di 2 milioni, la quota che può restare investita per tutte le 13 settimane è di 3 milioni (5 − 2). Se ne investissi di più, a dicembre il saldo scenderebbe sotto la riserva. Dei restanti 5 milioni, 2 formano la riserva di sicurezza e 3 coprono le uscite fino a dicembre: questa quota può stare su strumenti a vista o con scadenza precedente alla data dei pagamenti.

L'indice di liquidità immediata non basta

L'acid test (indice di liquidità primaria, che alcuni testi chiamano indice di liquidità immediata) rapporta liquidità immediate e differite alle passività correnti. Misura dal bilancio la capacità di coprire i debiti a breve senza contare sul magazzino. È però una fotografia a una data: non dice in quale settimana entrano gli incassi ed escono i pagamenti, che è l'informazione che ti serve per scegliere la durata di un investimento.

Dove investire la liquidità aziendale: gli strumenti a breve termine

Gli strumenti a breve termine che le aziende valutano per la liquidità in eccesso si differenziano soprattutto per disponibilità nel tempo e tipo di rischio. Per una panoramica più ampia delle tipologie di investimento puoi leggere anche 7 consigli per investire il surplus di liquidità aziendale.

Strumento

Disponibilità

Rischi e vincoli da valutare

Conto corrente remunerato

A vista

Tasso deciso dalla banca e modificabile; rischio banca oltre la soglia di garanzia; imposta di bollo fissa di 100 euro l'anno per le imprese

Conto deposito aziendale libero

A vista o con breve preavviso

Tasso in genere inferiore al vincolato; imposta di bollo

Conto deposito vincolato / deposito a termine

Alla scadenza (es. 1, 3, 6, 12 mesi)

Svincolo anticipato non sempre previsto o con perdita degli interessi, secondo contratto

Pronti contro termine

Alla scadenza dell'operazione

Rischio di controparte, attenuato dai titoli sottostanti; non coperti dalla garanzia dei depositi

Titoli di Stato a breve scadenza (es. BOT)

Alla scadenza o vendita sul mercato

Rischio emittente; se vendi prima della scadenza il prezzo può essere diverso da quello di acquisto; imposta di bollo 0,20%

Fondi del mercato monetario

Rimborso delle quote, di solito in pochi giorni

Il valore delle quote può oscillare; commissioni di gestione; non sono depositi; imposta di bollo 0,20%

Contratti di capitalizzazione (prodotto di investimento assicurativo)

Durata stabilita dalle condizioni del contratto

Riscatto anticipato con eventuali penali; rischio legato alla compagnia, non coperto dalla garanzia dei depositi; adatti solo alla parte di liquidità stabile nel lungo periodo

Conto deposito aziendale: cosa controllare prima di aprirlo

Il conto deposito aziendale è semplice da gestire. Prima di sceglierlo confronta il tasso offerto, la durata del vincolo, le condizioni di svincolo anticipato e il costo dell'imposta di bollo, che come per gli altri prodotti finanziari è pari allo 0,20% annuo della giacenza con un tetto di 14.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche (art. 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 642/1972).

C'è poi il rischio di controparte. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi copre anche i depositi delle imprese, fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca (Banca d'Italia): per importi aziendali che superano di molto questa soglia, distribuire la liquidità su più banche e fissare un limite per controparte riduce l'esposizione verso un singolo istituto.

Titoli a breve scadenza e fondi monetari: liquidi, ma non sono depositi

Titoli di Stato a breve scadenza e fondi del mercato monetario non rientrano nella garanzia dei depositi. I rischi da tenere distinti sono tre: il rischio di mercato (se vendi o riscatti prima della scadenza, il valore di realizzo può essere inferiore al capitale investito, per esempio dopo un rialzo dei tassi), il rischio emittente o di credito (legato allo Stato o agli emittenti dei titoli detenuti dal fondo) e, in condizioni di mercato tese, il rischio di liquidità sui tempi di vendita o di rimborso. Per questo vanno abbinati a una quota di liquidità che la previsione indica come stabile per tutta la durata dell'investimento.

Come investire la liquidità aziendale in 5 passaggi

  1. Costruisci una previsione di cassa su più orizzonti.

    Una previsione a 13 settimane serve per la gestione della liquidità operativa, una a 12 mesi per decidere le scadenze più lunghe. Secondo la CFO Survey, il 55% dei CFO italiani del campione non dispone di una previsione di cassa a breve termine, cioè giornaliera.

  2. Fissa la riserva di sicurezza e calcola la quota investibile

    con il metodo visto sopra, aggiornandola ogni volta che la previsione cambia.

  3. Abbina ogni quota a una scadenza.

    La liquidità che servirà tra due mesi va su strumenti a vista o a breve; quella che la previsione indica come stabile per un anno può andare su durate più lunghe.

  4. Scrivi una politica di investimento.

    Basta un documento di una pagina che indichi gli strumenti ammessi, la durata massima, il limite di controparte per banca e chi approva le operazioni.

  5. Scagliona le scadenze e confronta previsto e consuntivo.

    Con scadenze distribuite nel tempo una parte della liquidità torna disponibile a intervalli regolari. Il confronto mensile tra dati effettivi e previsione ti dice se la riserva è ancora dimensionata correttamente.

Investire la liquidità o ridurre il debito?

Se l'azienda ha finanziamenti o linee di credito utilizzate, la prima domanda è se conviene investire o rimborsare. Il confronto va fatto tra il rendimento dell'investimento e il costo effettivo del debito, entrambi valutati con il tuo consulente al netto dell'effetto fiscale, considerando anche eventuali penali di estinzione anticipata e la possibilità di riottenere il credito in futuro se ne avessi di nuovo bisogno.

Epipoli, azienda italiana da 400 milioni di euro di fatturato attiva nelle soluzioni di pagamento, voleva previsioni di cassa che le permettessero di ridurre l'esposizione bancaria non necessaria. Il risultato riportato è un risparmio di 200.000 euro sugli oneri finanziari. «Agicap ci aiuta a leggere questi dati in modo chiaro e a comprendere, mese dopo mese, come viene effettivamente generata la nostra liquidità», spiega Massimo Giraldo, CFO.

Quanto può valere una gestione attiva della liquidità

Gli esempi seguenti mostrano l'ordine di grandezza dei proventi finanziari in gioco per un'azienda con 6 milioni di euro di liquidità investita a un tasso del 3,5%. Sono valori indicativi, non garantiti, e il tasso è un'ipotesi di calcolo, non un rendimento di mercato attuale.

Leva

Prima

Dopo

Differenza annua

Investire più spesso la liquidità in eccesso

6 M€ × 3,5% = 210.000 €

8 M€ × 3,5% = 280.000 €

+70.000 €

Ridurre la riserva grazie a previsioni più affidabili

6 M€ × 3,5% = 210.000 €

9 M€ × 3,5% = 315.000 €

+105.000 €

Ottimizzare scadenze e tassi

6 M€ × 3,5% = 210.000 €

6 M€ × 3,9% = 234.000 €

+24.000 €

Un esempio fuori dall'Italia: Ocea Smart Building, gruppo francese da 90 milioni di euro, monitora gli investimenti di tesoreria due volte a settimana: «Grazie alla piattaforma, siamo riusciti a incrementare del 30% il rendimento dei nostri prodotti finanziari», racconta la tesoriera Nihal Atasay.

Come Agicap ti aiuta a pianificare l'investimento della liquidità

Agicap collega i conti di tutte le tue banche e il tuo ERP in un'unica vista consolidata, su cui costruisci le previsioni a 13 settimane e la pianificazione della liquidità su orizzonti più lunghi, con scenari alternativi e confronto con i dati effettivi.

La gestione dei finanziamenti di Agicap include una parte dedicata agli investimenti finanziari. Separi la liquidità in eccesso dal fabbisogno di liquidità operativa, simuli gli investimenti su diversi orizzonti temporali e segui quelli attivi da una vista centralizzata con importi investiti, interessi maturati e stimati, scadenze e tassi. Per i depositi a termine Agicap calcola gli interessi attesi e inserisce nel piano di tesoreria sottoscrizione, rimborso del capitale e interessi. Nella simulazione imposti la riserva minima e i tassi che la tua banca ti offre per durate da 1 a 12 mesi.

Agicap non esegue investimenti e non fornisce consulenza finanziaria: ti dà i dati per decidere, mentre la scelta dello strumento resta a te e ai tuoi interlocutori bancari.

Conclusione

Per investire la liquidità aziendale in modo prudente servono due numeri: il saldo minimo che la previsione ti mostra nei prossimi mesi e la riserva che decidi di tenere sopra quel livello. La differenza è la liquidità che puoi impiegare, e la sua durata stabile ti indica quali strumenti hanno senso. Una politica di investimento scritta e un confronto regolare tra previsto e consuntivo tengono il processo sotto controllo anche quando tassi e flussi cambiano.

In una demo personalizzata ti mostriamo come la pianificazione della liquidità di Agicap, dalle previsioni a 13 settimane a quelle di lungo periodo, ti aiuta a calcolare quanta liquidità puoi investire e per quanto tempo. Prenota la tua demo.

New call-to-action

 

FAQ sull'investimento della liquidità aziendale

Quanta liquidità dovrebbe avere un'azienda sul conto corrente?

expand

Quanta ne serve per coprire le uscite previste nelle prossime settimane, più una riserva per gli imprevisti. Il resto è liquidità investibile.

Una percentuale fissa del fatturato non funziona, perché due aziende con lo stesso giro d'affari possono avere cicli di incasso molto diversi. Un riferimento pratico è il punto minimo del saldo nella tua previsione a 13 settimane: la riserva di sicurezza si aggiunge a quel livello, non al saldo di oggi.

La riserva va dimensionata sugli imprevisti reali. Nella CFO Survey di Agicap, il 40% delle aziende italiane del campione dichiara di affrontare una volta al mese carenze di liquidità superiori a 50.000 euro: se capita anche a te, il margine deve tenerne conto.

Con le previsioni a 13 settimane di Agicap vedi in quale settimana il saldo tocca il minimo e quanto margine ti resta sopra la riserva.

Dove investire la liquidità aziendale senza rischi?

expand

Uno strumento a rischio zero non esiste, ma alcune scelte lo riducono molto. Tra le opzioni con rischio più contenuto ci sono i depositi, la cui garanzia copre però solo fino a 100.000 euro per banca, e i titoli di Stato a breve tenuti fino a scadenza. Per importi elevati molte aziende fissano un limite di esposizione per singola banca.

Per un'azienda c'è anche un altro rischio: dover disinvestire prima del previsto perché la cassa serve. In quel caso puoi perdere gli interessi di un deposito vincolato o vendere un titolo a un prezzo inferiore a quello di acquisto.

Sapere con precisione quanta liquidità è davvero libera cambia le decisioni. Un broker assicurativo francese da 150 milioni di euro di fatturato ha iniziato a investire il proprio surplus solo dopo aver separato la propria liquidità da quella detenuta per conto terzi: oggi oltre il 50% della sua liquidità è investito.

In una demo ti mostriamo come Agicap consolida i saldi di tutte le tue banche per farti vedere quale parte della liquidità è libera e per quanto tempo.

Conviene aprire un conto deposito aziendale?

expand

Conviene quando hai liquidità che la previsione indica come inutilizzata per un periodo definito e il rendimento netto supera i costi.

Nel calcolo includi l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sulla giacenza: su 1 milione di euro sono 2.000 euro l'anno. Controlla poi se il vincolo può essere interrotto e a quali condizioni, e se il tasso è fisso per tutta la durata o legato a un indice di riferimento.

Il confronto va rifatto quando cambiano i tassi. Dopo il rialzo deciso dalla BCE a settembre 2026, che ha portato il tasso sui depositi al 2,50% dal 16 settembre 2026, le condizioni offerte dalle banche possono essere diverse da quelle che hai negoziato in passato.

La simulazione di Agicap ti fa confrontare gli interessi potenziali per durate da 1 a 12 mesi, partendo dai tassi che ti propone la tua banca.

Quanto costa lasciare la liquidità ferma sul conto?

expand

Il costo è un mancato guadagno: sono gli interessi che la liquidità in eccesso potrebbe generare e che non incassi.

La CFO Survey di Agicap ha provato a stimarlo. Le aziende italiane del campione hanno in media 21 milioni di euro di disponibilità liquide e il 61% non è investito. Tenendo una riserva minima di 1 milione e usando come riferimento il tasso BCE sui depositi in vigore dal 16 settembre 2026 (2,50%, comunicato ufficiale BCE), il mancato guadagno è di circa 295.000 euro l'anno per azienda. La survey, con un rendimento del 3,3% ipotizzato sui tassi del 2025, arrivava a quasi 400.000 euro.

Sul campione complessivo della survey, che include più Paesi europei, il 69% dei CFO vorrebbe investire una parte maggiore della propria liquidità. I due ostacoli indicati più spesso sono la scarsa affidabilità delle previsioni di tesoreria e gli investimenti in CAPEX previsti.

Prenota una demo per vedere, sui tuoi conti, quanta liquidità resta sopra la riserva minima che fissi tu.

Come aumentare la liquidità da investire?

expand

Una leva è ridurre la cassa immobilizzata nel capitale circolante, a partire dai crediti verso clienti.

GDM, azienda familiare italiana di vernici da 12 milioni di euro, ha ridotto il DSO del 10% nei primi dodici mesi. «Con Agicap, le previsioni si basano sul comportamento di pagamento effettivo dei clienti», spiega Gianguido Di Maria, Specialista AFC: la riduzione «ha permesso di liberare liquidità precedentemente immobilizzata nei crediti commerciali».

Gpack, cartotecnica partecipata da un fondo di private equity, ha ridotto lo scaduto clienti da 700.000 a 350.000 euro in sei mesi. «Oggi CFO, tesoreria e fondo guardano lo stesso cruscotto, aggiornato ogni giorno», racconta il CFO Agostino Febbraro.

Con la gestione dei crediti di Agicap automatizzi i solleciti sulle fatture in ritardo e porti i tempi di incasso effettivi dei clienti nelle tue previsioni di cassa.

Ogni quanto rivedere gli investimenti della liquidità?

expand

Una verifica mensile è una buona base, con un controllo in più ogni volta che la previsione di cassa cambia in modo rilevante.

Una routine possibile prevede un controllo settimanale di saldi e scadenze, un confronto mensile tra previsto e consuntivo con nuove simulazioni e una revisione trimestrale della politica di investimento.

La frequenza dipende anche dalla complessità del gruppo. Filiera Madeo, azienda familiare agroalimentare da 30 milioni di euro con 5 entità e 25 conti bancari, aveva l'esigenza di supportare le decisioni strategiche con una previsione affidabile a 13 settimane, ottimizzando cash pooling e rimborsi del debito.

Se vuoi impostare questa routine sui tuoi dati, prenota una demo: ti mostriamo come Agicap aggiorna previsioni e scadenze degli investimenti nello stesso piano di tesoreria.

 


Iscriviti alla nostra newsletter

Potrebbe interessarti anche