Liquidità differite e immediate: cosa sono, come si calcolano e come leggerle negli indici


Le liquidità differite sono le attività a breve termine diverse da cassa e magazzino: crediti esigibili entro l'esercizio successivo (cioè entro 12 mesi dalla chiusura del bilancio), attività finanziarie non immobilizzate, ratei e risconti attivi. Nella riclassificazione finanziaria dello stato patrimoniale si affiancano alle liquidità immediate (cassa e saldi bancari) e insieme a loro formano la base del quick ratio e del margine di tesoreria.
La distinzione ha un peso concreto, perché il momento in cui un credito diventa cassa dipende anche dai tuoi clienti. Secondo la CFO Survey di Agicap, condotta con Innofact su CFO di imprese con fatturato tra 30 e 500 milioni di euro, il 40% delle imprese italiane affronta carenze di liquidità superiori a 50.000 € una volta al mese. Nella stessa ricerca i direttori finanziari italiani risultano particolarmente colpiti dall'aumento dei ritardi negli incassi.
In questa guida trovi le voci che compongono le liquidità differite, la differenza con le liquidità immediate e il calcolo su un esempio numerico, oltre a come leggerle negli indici di liquidità e tenerle sotto controllo nella previsione di cassa.
Cosa sono le liquidità differite?
Le liquidità differite sono le attività correnti diverse da cassa e magazzino. Il Codice Civile non usa questa espressione: la categoria nasce dalla riclassificazione finanziaria, che parte dallo schema di stato patrimoniale dell'art. 2424 del Codice Civile. Di norma vi rientrano:
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i crediti esigibili entro l'esercizio successivo (voce C.II): verso clienti, verso società del gruppo, crediti tributari e crediti verso altri;
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le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni (voce C.III), quando non sono smobilizzabili subito;
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i ratei e risconti attivi (voce D).
Restano fuori i crediti esigibili oltre l'esercizio successivo, che il Codice Civile chiede di indicare separatamente e che nella riclassificazione finanziaria passano all'attivo immobilizzato. La classificazione di alcune voci non è uniforme: le attività finanziarie prontamente liquidabili, per esempio, vengono talvolta inserite tra le liquidità immediate. Se confronti i tuoi indici con quelli di un report bancario o di un'analisi esterna, conviene quindi verificare quale criterio è stato usato.
Tra i crediti a breve rientrano i crediti commerciali, cioè le fatture emesse ai clienti e non ancora incassate.
Liquidità immediate e differite: qual è la differenza?
La differenza sta nei tempi di conversione in cassa e nel grado di certezza. Le liquidità immediate sono già denaro, le liquidità differite (crediti e attività finanziarie a breve) lo diventeranno entro dodici mesi a scadenze diverse, mentre le rimanenze di magazzino (le cosiddette disponibilità) richiedono prima una vendita e poi un incasso.
Categoria | Voci principali (art. 2424 c.c.) | Quando diventa cassa | Cosa può cambiare i tempi |
|---|---|---|---|
Liquidità immediate | C.IV: depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori in cassa | Già disponibile | Saldi distribuiti su più entità o banche non sempre trasferibili in giornata |
Liquidità differite | C.II entro 12 mesi, C.III, D | Crediti: entro 12 mesi, a scadenze diverse. I risconti attivi non generano incasso | Ritardi di pagamento, contestazioni, insoluti |
Disponibilità (rimanenze) | C.I: materie prime, semilavorati, lavori in corso su ordinazione, prodotti finiti e merci, acconti | Dopo la vendita e il successivo incasso | Rotazione del magazzino, ritmo delle vendite |
La somma delle tre categorie corrisponde all'attivo corrente della riclassificazione finanziaria. Non coincide del tutto con l'attivo circolante (voce C) del bilancio, che comprende anche i crediti esigibili oltre l'esercizio successivo. Le liquidità differite occupano quindi una posizione intermedia: sono più vicine alla cassa delle rimanenze, ma non puoi usarle per pagare uno stipendio o una fattura fornitore finché il cliente non ha pagato.
Come si calcolano le liquidità differite
Il calcolo parte dallo stato patrimoniale e somma le voci a breve diverse da cassa e magazzino:
Liquidità differite = crediti esigibili entro l'esercizio successivo (C.II) + attività finanziarie non immobilizzate (C.III) + ratei e risconti attivi (D)
Prendiamo un'azienda manifatturiera ipotetica, Alfa Srl, con 40 milioni di euro di fatturato. I valori sono inventati e servono solo a mostrare il procedimento. Per semplicità Alfa Srl non ha attività finanziarie non immobilizzate (voce C.III).
Voce di Alfa Srl | Importo |
|---|---|
Cassa e depositi bancari (liquidità immediate) | 2,1 mln € |
Crediti verso clienti entro 12 mesi | 7,4 mln € |
Crediti tributari entro 12 mesi | 0,6 mln € |
Ratei e risconti attivi | 0,2 mln € |
Liquidità differite (somma delle tre righe precedenti) | 8,2 mln € |
Rimanenze di magazzino | 5,5 mln € |
Passività correnti | 9,0 mln € |
Alfa Srl ha quindi 10,3 milioni di euro tra liquidità immediate e differite, ma solo 2,1 milioni sono già sul conto. Il resto dipende in gran parte dai tempi di pagamento dei clienti, che valgono 7,4 milioni sugli 8,2 di liquidità differite.
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Le liquidità differite negli indici di liquidità
Le liquidità differite entrano in due indici di liquidità e nel margine di tesoreria. Ecco come cambiano i risultati di Alfa Srl a seconda di quali voci includi:
Indicatore | Formula | Alfa Srl | Cosa misura |
|---|---|---|---|
Indice di liquidità primaria (quick ratio, acid test) | (liquidità immediate + liquidità differite) ÷ passività correnti | 1,14 | Copertura dei debiti a breve senza vendere il magazzino |
Indice di disponibilità (current ratio) | attivo corrente ÷ passività correnti | 1,76 | Copertura dei debiti a breve con tutto l'attivo corrente |
Cash ratio | liquidità immediate ÷ passività correnti | 0,23 | Copertura dei debiti a breve con la sola cassa |
(liquidità immediate + liquidità differite) − passività correnti | +1,3 mln € | Eccedenza (o carenza) in valore assoluto |
Con un quick ratio di 1,14 e un margine di tesoreria positivo, le liquidità immediate e differite di Alfa Srl coprono le passività correnti. Il cash ratio racconta però un'altra parte della storia: oggi la cassa copre il 23% delle passività correnti, e il resto della copertura arriva dalle liquidità differite. I valori di riferimento cambiano molto da un settore all'altro, quindi confronta i tuoi indici con aziende comparabili e con il tuo storico prima di trarre conclusioni.
Perché un quick ratio sopra 1 non basta: il fattore tempo
Gli indici fotografano lo stato patrimoniale alla data di chiusura e non dicono quando i crediti verranno incassati rispetto a quando scadranno i debiti. Un'azienda può avere un quick ratio superiore a 1 e trovarsi comunque in tensione a fine mese, se gli incassi dei clienti arrivano dopo le scadenze di fornitori, stipendi e rate.
Per capire quanto pesano i tempi di incasso, torniamo ad Alfa Srl. Semplificando (cioè senza considerare l'IVA inclusa nei crediti), 7,4 milioni di crediti su 40 milioni di fatturato corrispondono a un DSO (giorni medi di incasso) di circa 68 giorni. Ogni giorno di incasso medio vale quindi circa 110.000 €: a parità di fatturato, ridurre il DSO di 10 giorni sposta circa 1,1 milioni di euro dalle liquidità differite alle liquidità immediate. Il quick ratio resta identico, perché le due voci stanno entrambe al numeratore, mentre il cash ratio sale da 0,23 a circa 0,36. Il valore complessivo non cambia, ma una parte maggiore è già utilizzabile.
GDM, produttore italiano di vernici con 12 milioni di euro di fatturato, ha seguito questa logica lavorando sui dati di pagamento reali dei clienti. Gianguido Di Maria, Specialista AFC, la descrive così: "Con Agicap, le previsioni si basano sul comportamento di pagamento effettivo dei clienti, non più sugli importi teoricamente scaduti. Il risultato più concreto è una riduzione del DSO del 10% nei primi dodici mesi, che ha permesso di liberare liquidità precedentemente immobilizzata nei crediti commerciali."
Come tenere sotto controllo le liquidità differite nella previsione di cassa
Il bilancio ti dice quante liquidità differite hai, la previsione di cassa stima quando entreranno sul conto. Per collegare le due informazioni puoi procedere così:
Suddividi i crediti per scadenza con uno scadenzario crediti, separando quelli non ancora scaduti da quelli già in ritardo.
Usa i tempi di incasso effettivi di ogni cliente, o almeno di ogni segmento di clientela, invece di un'ipotesi unica sui giorni di pagamento.
Inserisci gli incassi attesi in una previsione rolling, per esempio a 13 settimane, accanto alle uscite già programmate.
Confronta ogni settimana il previsto con il reale, così da individuare per tempo i clienti che pagano più tardi del solito.
Come termine di confronto, nella CFO Survey di Agicap lo scostamento medio dichiarato dalle medie imprese italiane è del 17%, e il 55% dei CFO italiani intervistati non dispone di una previsione di cassa a breve termine.
Con la Gestione della tesoreria di Agicap i saldi bancari vengono consolidati in un'unica vista e le fatture clienti arrivano dal tuo ERP o dal Cassetto Fiscale, così gli incassi attesi entrano nella previsione con la loro data di scadenza, comprese le previsioni a 13 settimane. Trocellen, filiale italiana di un gruppo industriale, voleva superare una gestione basata sui saldi di fine mese estratti dall'ERP. Tra i risultati del progetto riporta un ciclo di conversione della cassa sceso da 55 a 33 giorni.
Da dove partire per tenere sotto controllo le liquidità differite
Il primo passo è separare nel tuo stato patrimoniale le liquidità immediate da quelle differite e calcolare, accanto al quick ratio, anche il cash ratio: la differenza tra i due ti dice quanta parte della tua copertura dipende ancora dai pagamenti dei clienti. Il secondo è portare quei crediti nella previsione di cassa con date di incasso realistiche, cliente per cliente, e aggiornarla ogni settimana.
Agicap interviene su questo secondo passaggio. Le fatture clienti arrivano dal tuo ERP, con le relative rate, e diventano incassi attesi alla loro data di scadenza nella previsione di cassa. I saldi delle tue banche vengono consolidati in un'unica vista grazie a protocolli come CBI, SWIFT, H2H e PSD2, e i suggerimenti di riconciliazione abbinano i pagamenti ricevuti alle fatture aperte, così vedi quali crediti sono stati incassati e quali restano da incassare. Con la gestione dei crediti puoi poi automatizzare i solleciti ai clienti in ritardo e ritrovare l'effetto dei nuovi incassi direttamente nelle previsioni a 13 settimane.
Se vuoi vedere come Agicap collega i tuoi crediti verso clienti alle previsioni a 13 settimane, puoi richiedere una demo gratuita.
Domande frequenti sulle liquidità differite
Le rimanenze di magazzino sono liquidità differite?
No. Nella riclassificazione finanziaria le rimanenze formano una categoria a sé, le disponibilità, perché per diventare cassa devono prima essere vendute e poi incassate. Per questo il quick ratio le esclude, mentre l'indice di disponibilità le include.
La distinzione ha un effetto pratico sulla previsione: il magazzino diventa cassa solo dopo vendita e incasso, quindi i suoi tempi sono in genere meno prevedibili di quelli di un credito con una scadenza già fissata in fattura. Nella CFO Survey di Agicap la gestione delle scorte compare tra le preoccupazioni importanti dei CFO italiani quando spiegano perché la cassa reale si discosta da quella prevista.
Se vuoi capire quando i tuoi crediti diventeranno cassa rispetto alle uscite già programmate, in una demo ti mostriamo come Agicap li riunisce nella stessa previsione.
Un credito scaduto conta ancora come liquidità differita?
In bilancio sì, finché resta esigibile entro l'esercizio successivo ed è iscritto al valore di presumibile realizzo, cioè al netto dell'eventuale fondo svalutazione previsto dal principio contabile OIC 15. Ai fini della tesoreria conviene però trattarlo con più cautela, perché la data di incasso non è più quella indicata in fattura.
In una previsione di cassa affidabile i crediti scaduti meritano una riga dedicata, con una data di incasso stimata sullo storico di quel cliente. Gpack, gruppo cartotecnico italiano da 80 milioni di euro di fatturato con forte esposizione verso grandi clienti internazionali, ha lavorato proprio su questa parte: in sei mesi lo scaduto verso clienti è passato da 700.000 a 350.000 euro e il DSO si è ridotto del 37%.
Per vedere ogni giorno quali crediti sono in ritardo e quanto pesano sulla tua previsione, puoi richiedere una demo della gestione dei crediti di Agicap.
I ratei e risconti attivi rientrano nelle liquidità differite?
Nello schema di riclassificazione più diffuso sì: la voce D dell'attivo viene sommata ai crediti a breve. Il loro contenuto però è diverso. I ratei attivi rappresentano proventi maturati che verranno incassati, mentre i risconti attivi sono costi già pagati di competenza di esercizi successivi, quindi non porteranno nuova cassa.
Se nel tuo bilancio i risconti attivi pesano in modo rilevante, chiarisci con il tuo consulente se includerli nelle liquidità differite e mantieni lo stesso criterio da un anno all'altro. Nell'esempio di Alfa Srl ratei e risconti valgono 0,2 milioni su 8,2.
In una previsione di cassa, come quella che costruisci con Agicap, contano solo i movimenti che generano un incasso o un pagamento, quindi questa scelta di classificazione non cambia le tue proiezioni.
Che differenza c'è tra liquidità differite e capitale circolante netto?
Le liquidità differite sono una componente dell'attivo corrente, mentre il capitale circolante netto (CCN) è un saldo: attivo corrente meno passività correnti. In altre parole, il CCN mette le liquidità differite insieme a liquidità immediate e rimanenze, e sottrae i debiti a breve.
Un aumento delle liquidità differite fa crescere il CCN, ma non per forza migliora la situazione di cassa. Se, a parità di altre condizioni, i crediti verso clienti salgono perché i clienti pagano più tardi, il CCN aumenta e la cassa disponibile diminuisce, perché una parte maggiore del fatturato resta in attesa di incasso.
Nutrisens Italia, specialista in nutrizione clinica, aveva l'obiettivo di ridurre il DSO per ottimizzare il CCN e finanziare la crescita: il DSO è sceso di 12 giorni (−14%). Se vuoi fare lo stesso tipo di analisi sui tuoi dati, in una demo ti mostriamo come Agicap collega crediti e previsione di cassa.
Come trasformare più velocemente le liquidità differite in liquidità immediate?
Le leve sono due: accorciare i tempi di incasso oppure anticipare l'incasso tramite strumenti finanziari. Nel primo caso lavori su condizioni di pagamento, solleciti e risoluzione delle contestazioni. Nel secondo ricorri per esempio al factoring o all'anticipo fatture, che hanno però un costo.
Sul piano contabile i due strumenti non sono equivalenti. Secondo OIC 15 un credito ceduto esce dal bilancio solo se con la cessione si trasferiscono sostanzialmente tutti i rischi: nelle cessioni pro solvendo il credito di norma resta iscritto e a fronte dell'anticipo compare un debito finanziario.
GDM, azienda familiare italiana che produce vernici e rivestimenti, con 12 milioni di euro di fatturato e circa 100 dipendenti, ha scelto la prima strada: ha automatizzato il monitoraggio dei crediti e i solleciti verso i suoi 2.000 clienti, risparmiando due giorni di lavoro al mese, e ha ridotto il DSO del 10% in dodici mesi. Per stimare quanta cassa potresti liberare riducendo il tuo DSO, puoi partire da una demo personalizzata di Agicap.
Un quick ratio superiore a 1 garantisce che l'azienda non avrà problemi di cassa?
No. Il quick ratio confronta valori di bilancio a una certa data, ma non tiene conto del calendario: un'azienda può avere liquidità differite più alte delle passività correnti e trovarsi comunque in difficoltà se i debiti scadono prima che i crediti vengano incassati.
Per questo l'indice va affiancato a una previsione di cassa che segua le singole scadenze. Nella CFO Survey di Agicap le imprese italiane con previsioni di cassa inaffidabili (scostamento superiore al 20%) sostengono circa 44.000 euro di commissioni di scoperto, l'88% in più rispetto a quelle con previsioni affidabili. Si tratta di una correlazione osservata nel campione, non di un rapporto di causa-effetto dimostrato, ma è un segnale di quanto pesi conoscere le date oltre agli importi.
Con le previsioni a 13 settimane di Agicap puoi vedere settimana per settimana se gli incassi attesi coprono le uscite in scadenza.





